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  • Carla October 22, 2009 at 2:08 am

    Me la ricordo questa fanfiction 🙂 Devo averla in un pc vecchio. Se non sbaglio era anche nel gruppo su Yahoo.
    Ti ricordi La Profezia di Tarsis? Peccato non sia mai stata finita.

    • Profile photo of ancos
      ancos October 22, 2009 at 10:20 am

      Ciao.

      Mi pare di averla inserita solo su it.fan.starwars, ma potrebbe essere finita anche su yahoo, in effetti 🙂
      Ricordo La Profezia di Tarsis, stava venendo fuori bene. Bisognerebbe recuperare i capitoli scritti fino ad ora e gli scrittori e darle una degna conclusione ^_^

      Luke l’ho pubblicato per motivi affettivi, ma quanto è tragicamente ingenuo come testo 😀

  • Profile photo of ancos
    ancos December 17, 2009 at 8:06 pm

    Il racconto è molto bello, bello il colpo di scena finale, buono il ritmo: alto fino alla fine. I vari personaggi vengono descritti in modo efficace con poche parole, dando ai lettori il materiale per poter completare da soli il loro ritratto. Però, la stessa cosa non è stata fatta con il protagonista. Sappiamo che si chiama Nathan, che era un cassiere di banca, che è evidentemente frustrato, vendicativo e si sente sottovalutato. E’ vero? O sono solo sensazioni sue? E’ vero che vediamo gli altri personaggi attraverso i suoi occhi, ma penso che il racconto, già ottimo, sarebbe ancora migliore se pure al suo protagonista venisse dedicata qualche parola di descrizione.

  • Profile photo of ancos
    ancos December 17, 2009 at 8:08 pm

    Grazie per il tuo racconto Leonardo.

    Ti consiglio di rivedere i tempi della narrazione. Inizi con “I due eserciti si stavano preparando per la battaglia che da lì a poco sarebbe infuriata […]“, ma poi passi al presente e lo tieni per tutto il racconto, tranne che in “Uniranno le forze e vinceranno la morte.” Avere tempi coerenti semplifica la comprensione. In più, in un racconto tutto al presente, fatto di frasi secche che sono istantanee della vicenda, quei due periodi al passato stonano.

    Due frasi contengono delle descrizioni contrastanti: “Siede in silenzio e con un flauto suona” e “Per un poco rimane ad osservarla, indugiando a lungo con lo sguardo su di lei”. Il senso di quello che vuoi dire è chiaro, ma la descrizione contrastante fa inciampare l’occhio: non si capisce subito se è una specie di “effetto speciale” o è proprio una contraddizione. Potresti voler rivedere questi passaggi.

    Il tripudio di morte e distruzione che descrivi mi lascia un po’ indifferente. Questo perché il protagonista della tua narrazione, il centro, è il demone inumano. La sua violenza colpirebbe molto di più il lettore se tu gli dessi qualcuno in cui identificarsi, qualcuno attraverso i cui occhi vedere il massacro.

    Se tu volessi rivedere il racconto, potresti espandere la breve descrizione che dai in apertura del testo. Avvicinando la telecamera ai soldati, trasformandoli da eserciti in persone, otterresti un maggior coinvolgimento del lettore. L’unica persona/personaggio che nomini è Sigfrid, ma appare per così poco e così di punto in bianco che la morte di questo eroe non ha nulla di diverso rispetto a quella degli anonimi soldati di cui parli prima e dopo.

  • Profile photo of SF-A Bruno Alessandro
    SF-A Bruno Alessandro January 14, 2010 at 7:05 pm

    E’ da un po’ che non viviseziono un racconto: permetti?
    Legenda: ()=suggerimento aggiunta; //=togli; []=Commento

    La piccola astronave mercantile era ferma nello spazio/,/(:) una piccola forma scura…

    Sul ponte di comando due figure discutevano animatamente, lanciando nervose occhiate alla torretta puntata su di loro.
    – Ci farai uccidere tutti/./(:) Gli Snurg non lasciano scampo(!)

    Era il passatempo preferito degli incrociatori di pattuglia Snurg.
    [Non è chiaro, forse perchè manca un riferimento al soggetto spiegato troppo successivamente. Forse se inverti l’ordine delle frasi…]

    Costringere gli equipaggi dei mercantili bloccati nel loro spazio a estenuanti trattative, concludere accordi commerciali capestro e sparare alla prima violazione, che normalmente avveniva dopo non più di un minuto. [E infatti anche questa traballa un po’]

    – Mentre lui tratta possiamo provare a scappare. [chi parla?]
    – Vallo a dire al raggio trattore. Perché lui, poi [ti sembra una frase?]. Di tutti i personaggi possibili…

    … Non si rendeva conto, pensò Goyer, non si rendeva conto.
    [Spiegare cosa pensa un personaggio è sconsigliabile. Farlo così lo è ancora di più]

    Direi che è appena simpatico.
    Ho apprezzato il taglio veloce con frasi brevi (tranne quella con cui descrivi le abitudini degli Snurg).
    L’uso della punteggiatura a mio avviso può essere migliorato e anche in altri punti ci sono frasi che non si reggono da sole.
    Ciao

    • Profile photo of ancos
      ancos January 14, 2010 at 7:20 pm

      Ciao.

      Permetto eccome, anzi incoraggio!

      Non trovo neanche un’obiezione ai tuoi commenti.
      Il racconto nasce per una rubrica che accettava testi di massimo 3000 caratteri, spazi inclusi. Ecco perché il taglio così veloce e la struttura che si regge molto sul dialogo. Questa versione è lunga 3052 battute.
      La narrazione è ellittica. Troppo. Anche se il limite di caratteri è stringente, non è una giustificazione, si poteva fare meglio. Infatti, l’altro testo sottoposto alla rivista è migliore e prima o poi lo inserirò anche qui 🙂

      Scrivere con limiti precisi (come in questo caso il numero di battute) è difficile e interessante, secondo me è molto formativo – e si possono ottenere risultati migliori di questo esperimento. E i commenti come il tuo aiutano molto ad affinare tecnica e capacità.

      Grazie per il commento e spero di leggere presto qualcosa di tuo!

  • Profile photo of SF-A Bruno Alessandro
    SF-A Bruno Alessandro January 16, 2010 at 8:20 pm

    Il bagliore era accecante, così intenso che colorava il cielo quasi completamente di bianco, (che) giusto verso la linea dell’orizzonte assumeva una sfumatura azzurra.
    [A mio avviso la terza parte di questa frase confonde a causa del soggetto “bagliore” che cambia improvvisamente in “Cielo”]
    Il calore era insopportabile(:), sembrava che tutto nei dintorni fosse immobile, morto(; oppure togli Anche). Anche le poche folate di vento che ogni tanto spostavano qualche granello di sabbia parevano schiantate dall’afa.
    Un osservatore distratto avrebbe concluso di trovarsi in uno dei luoghi più inospitali della galassia, un luogo specializzato(?) nel distruggere la vita.
    Eppure.(..)
    Un serpente strisciava tra i sassi, avanzando lento e inesorabile/, proprio/ come il deserto(;). Ma il topolino che stava cacciando si era accorto del pericolo e aveva già trovato rifugio in una spaccatura tra due massi.
    Milioni(??? centinaia?) di formiche correvano affaccendate attorno all’imboccatura del loro formicaio.
    Questo luogo (apparentemente) desolato ribolliva di vita e ogni piccola/,/ minuscola vita (ripetizione) aveva in se tanta forza/, tanta energia,/ da rivaleggiare con quella dei due soli.
    Ogni piccola vita (Ripetizione) risplendeva luminosa. Poteva sentirle tutte (chi?), non poteva non percepirle, e ognuna di esse era legata alle altre, tutte immerse nell’oceano della Forza.
    All’ombra del masso dietro cui si stava riparando dal calore, Luke Skywalker flesse le dita di una mano, impercettibilmente, e come fosse la cosa più naturale del mondo/,/ una piccola roccia iniziò a rotolare verso di lui.
    Luke sorrise tra se e se. Ricordava gli sforzi che faceva (fatti?) i primi tempi, …
    …cavaliere Jedi. (Diritti d’autore?)
    La roccia continuava a muoversi. Era come se il suo sistema nervoso si fosse fuso con quello della Galassia. Come se l’universo intero fosse il suo corpo, anzi, come se il suo corpo fosse parte dell’universo. In effetti, rifletté sorridendo, è proprio così.
    [un po’ banale]
    Ogni suo stimolo si traduceva in una reazione di qualcosa che gli stava intorno e tutto ciò che lo circondava/,/ lo poteva percepire come percepiva (Ripetizione inutile) gli stimoli che gli inviava il suo corpo, perché ora era quello il suo corpo: la roccia cui era appoggiato, gli insetti, le lucertole, le fragili piantine. E poi ancora. il cielo. la sonnolenta Anchorhead, la frenetica Mos Eisley e tutti coloro che vi si trovavano. più lontano. Motesta. Bestine. Il Sarlacc. E più lontano. Gli equipaggi delle navi in orbita. I due soli. Le stelle. Gli altri pianeti.
    [Un po’ stucchevole]
    ‘Quanto è fuori posto.’ Pensò mentre frugava nello zaino per trovare il comunicatore, ‘Questa cosa artificiale, finta, morta, che pigola come una cosa viva in mezzo alla pace di tutte queste creature. E’ fuori posto, quasi irritante, è quasi un’offesa alla natura’.
    ‘Come la mia mano’, concluse, portandosi il comlink alle labbra.
    [Spiegare cosa pensano i personaggi non è mai bene]
    – Hey, Luke. – La voce di Han si inserì nella comunicazione. – Noi prendiamo uno dei T-16, Chewie e i droidi devono finire un lavoretto sul Falcon e ci raggiungeranno dopo.
    – Bene, vi raggiungerò dopo(ripetizione). Ho delle cose da fare ad Anchorhead, mi fermerò per qualche ora, chiudo.
    Luke si alzò, raccolse la sua roba, salutò con lo sguardo la roccia che gli aveva offerto riparo e balzò sul landspeeder che la nuova Repubblica gli aveva messo a disposizione(:), uno scintillante Mobquet A-1(,): confortevole, veloce, manovrabile, lussuoso. Degno di una persona importante. Insomma, nulla che potesse reggere il paragone con il suo vecchio ‘speeder.
    [qui la punteggiatura mi pare poco utile: crea solo confusione.]
    Anchorhead: un cumulo di strutture di metallo e cemento imbiancate dai raggi di Tatoo I e II, ammassate per avere compagnia e protezione, circondate da una moltitudine di fattorie sparse. Cinque anni, una guerra, un nuovo governo, non era cambiato nulla.
    [Frase emblematica di uno stile narrativo che non mi convince]
    Davanti alla stazione c’era ogni sorta di relitto. Pezzi di ‘speeder di ogni genere, motori di swoop, parti meccaniche, guarnizioni, vecchie centraline, tubi e cavi di plastica e metallo contorti all’inverosimile.
    [Per farmi capire: la frase qui sopra descrive una scena in poche parole, io la immagino, e tu poi ripassi sulla stessa scena e me la cambi specificando lo stesso panorama. Che effetto farebbe se le due frasi fossero scritte invertendo l’ordine?Descriveresti la scena e poi aggiungeresti un’informazione che la completa.]

    Commento generale:
    Che dire? Mi resta tutto un po’ oscuro.
    Il racconto è pieno di descrizioni, a volte minuziose, ma mai efficaci e indispensabili.
    La trama… buio totale. Quello di cui ho sentito più la mancanza è la creazione di una aspettativa. Mi starebbe bene un racconto che comincia con eventi intriganti e poi ti lascia in sospeso fino al termine con descrizioni fini a se stesse, ma qui manca proprio il motivo di interesse nella lettura.
    E’ tutto talmente normale che annoia un po’, mentre il lettore vuole essere sorpreso e trasportato in mondi irreali.
    Il mio consiglio è di esercitarti ad essere più sintetico ponendo un limite di caratteri e riscrivendo il racconto.

  • Alessandro Zigliani January 23, 2010 at 8:31 pm

    Ciao, visto il tuo invito al commento in sf-academy, ho deciso di rispondere. Spero non ne avrai a male perché il mio commento sarà negativo. E intendo dire totalmente… negativo.
    Sarò sintetico perché, mi sembra, si tratta di un inizio di un romanzo e, poiché non ho idea di dove vuoi andare a parare, se vuoi andare a parare da qualche parte, non credo di poterti consigliare nulla di costruttivo. Me ne dispiace perché poi magari ti sembra un commento fatto tanto per dare addosso, ma credimi che non è così. In genere sto sempre molto attento a motivare ogni giudizio che do, quindi mi scuso in anticipo: ma puoi credermi sul fatto che so quello che ti sto dicendo, anche se non sono uno scrittore (quindi puoi cestinare il messaggio e buona notte).
    Allora, già mi son dilungato troppo:

    1) Il prologo. Da buttare. Non serve a niente, perché racconta un sacco di cose che non servono a niente, alcune banali in modo deprimente (tipo le dissertazioni comparative sul fatto che il giornale costa un ecu, e la cena tot ecc). Non voglio parlare dello stille perché quello è il meno: non c’è proprio niente da salvare qui.

    2) Supponendo di eliminare il prologo, veniamo al capitolo 1. Pure da buttare. Non si cominciano le storie così, neanche dopo il prologo. Non credo che nessuno possa provare interesse a continuare la lettura oltre il primo paragrafo, al termine del quale ne hai già abbastanza della “Ditta Marliani – Impianti Tecnologici civili ed indu­striali”. Cosa ci debba importare dei suoi ics dipendenti, né della pletora di personaggi che vengono nominati senza alcuno scopo, è un mistero. Dici, magari andrebbe bene come secondo capitolo; voglio dire, dai, è solo che ancora non sappiamo perché questi personaggi sono importanti, ma poi…

    3) E invece no, neanche per idea: fa ancora acqua da tutte le parti. A parte la prolissità (infodump) dei paragrafi… non saprei come definirle… dalle mie parti si dice sbrodolate, i personaggi sono troppi e tutti inequivocabilmente piatti. Per di più la narrazione procede con ridicoli salti sia temporali sia di punto di vista; questi ultimi in particolare sono devastanti perché portano all’attenzione del lettore commenti di nessun interesse come quelli della segretaria, del socio, ecc. Per non parlare della presunta scena di flirt tra Bruno e Sonia, durante la quale ho rivalutato con orrore i dialoghi tra Anakin Skywalker e Padme Amidala. E a seguito di questa, l’ennesimo inutile flashback o spiegazione dei tempi dell’università. Scusa ma ho pensato: chissenefrega!?
    E poi, chi cazzo è Wanda?

    Insomma, non ci siamo proprio per niente. Se nomini Raggi, deve esserci un motivo. E non devi dire che Raggi è uno stronzo: devi dimostrare che lo è o che non lo è, se viene giudicato così erroneamente. E la segretaria? Lascia perdere, a meno che non serva nella tua storia. Che ne so: se Bruno è il protagonista, intanto il punto di vista dovrebbe essere centrato su di lui. E poi, se si scopa Sonia sono fatti suoi… l’impressione è che Sonia sia solo la figa che hai messo dentro nel racconto per farci vedere che Bruno è figo e bastardo. In quel caso, non devi darle un nome: può ben essere una gamba nuda che spunta da un lenzuolo o la voce di una donna dal cesso. Basta quello, ma tu addirittura ci fai sapere cosa pensa, che palle!

    L’unica cosa costruttiva che ti posso dire è: quando scrivi devi tenere in mente che il tuo lettore è una persona intelligente. Anzi, che può essere più intelligente di te, e che legge quello scrivi nella speranza di esserne sorpreso o commosso o intrigato o quello che vuoi. Insomma, lo devi afferrare per le palle in qualche modo. Ad ogni pagina. OK, OK: ad ogni pagina se è stronzo come me. Se no meno, ma mica tanto. Voglio dire, perfino la tipica lettrice di Moccia si annoia se non fai dire qualche melensaggine al personaggio di Scamarcio o sputi qualche pseudofilosofica scempiaggine sulla vita, l’universo e… l’amore. Amoreeeeee (non “tutto quanto”: ti ho fregato). Questo ogni due, tre, massimo quattro pagine. Capito?

    Ciao, e buon lavoro.

  • Bruno Alessandro January 25, 2010 at 12:44 pm

    Tra l’inizio del 21° secolo e la prima metà dello stesso, cioè tra il 2000 ed il 2050, il mondo ebbe molte trasformazioni, come del resto era già avvenuto durante gli ultimi sessant’anni del se­colo precedente.
    (Confesso di aver letto le precedenti critiche: “Tra il 2000 ed il 2050, il mondo ebbe molte trasformazioni” è questa l’informazione che dai al lettore, quella che gli rimane in testa, il resto non serve. Il fatto stesso di utilizzare la parola “cioè” è sintomo che tu stesso sai di esserti espresso male, in modo confuso o incompleto. Quello che segue dopo “Come del resto” è un’informazione ovvia che poi non servirà al resto del tuo racconto.)
    Gli stati europei ed asiatici avevano seguito l’esempio degli Stati Uniti d’America, formando delle confederazioni che abbracciavano un gran numero di nazioni.
    (“Gli europei e gli asiatici avevano seguito l’esempio degli Stati Uniti d’America, fondando delle confederazioni” così eviti di ripetere la parola “stati” e poi anche qui finisci col dare due volte la stessa informazione.)
    …”Gli Stati Uniti Asiatici comprendevano la Cina, il Giappone, la Corea, la Cambogia, l’India, l’Afganistan, ed altri stati minori. Rimasero isolati la CSI, antica URSS, e gli Stati arabi, sparsi tra l’Asia e l’Africa, oltre a tutti gli stati del Sudamerica, che non riuscirono a trovare l’accordo. Ma questo non è molto im­portante per questa storia.”
    (A che serviva tutta la lezione di storia contemporanea che ho cancellato? A quanto pare tu stesso ci informi che ci hai solo voluto far perdere un po’ di tempo 🙁

    CAPITOLO 1
    Era stato scelto con ocu­latezza per ben rappresentare l’importanza della Ditta, che vantava una consistenza di personale di circa ottocento unità e partecipava praticamente a tutte le gare indette in Europa che riguardavano impianti tecnologici di una certa importanza, cioè il cui costo fosse superiore a qualche milione di ECU.
    (Cominci con una frase assai complessa. Se la dividi puoi gestirla meglio e allungare il brodo. “Era stato scelto con ocu­latezza per ben rappresentare l’importanza della Ditta, che vantava una consistenza di personale di circa ottocento unità. La “Marliani” partecipava praticamente a tutte le gare indette in Europa che riguardassero impianti tecnologici il cui costo fosse superiore a qualche milione di ECU.”)
    Per comprendere il /significato/(entità? valore?) di questa cifra, basta accennare al fatto che un /…/ appartamento di 150 metri quadrati costava dai cinquecentomila agli ottocentomila ECU, a seconda della zona e della classe dell’appartamento.
    Il nome della Ditta era ben noto negli ambienti ministeriali ed in quello delle grandi organizzazioni.

    Gli “impianti tecnologici” di cui si occupava la Marliani erano diversi e svariati: si partiva da impianti per il condizionamento di condomini per finire ad impianti di depurazione, a forniture per grandi officine ed in qualche caso a grossi impianti destinati a centri siderurgici, a Centrali elettriche o telefoniche, a imprese manifatturiere.
    Il fondatore della Ditta, l’ingegnere Alessandro Marliani, benché ormai novantenne, era an­cora un uomo di eccezionale lucidità, e conservava gelosamente la sua carica di presidente onora­rio. La presidenza era invece già da qualche decennio passata al suo “figlioletto” sessantenne, Fede­rico, mentre la Direzione generale era nelle mani dell’altro figlio Alfredo, quarantacinquenne.
    (La parte qui sopra va meglio, ma poi basta! Devi partire con la storia.)

    Ok, mi fermo perchè il romanzo ha caratteristiche incompatibili con ciò che vorrei leggere e rischierei di stravolgere ogni frase.
    Ho leggiucchiato anche un po’ più avanti ma le cose sembrano non cambiare.
    Mi sembra che tu scriva di cose troppo ordinarie: il lettore medio legge per evadere dalla propria realtà, ma tu glela riporti davanti agli occhi in modo minuzioso e inevitabilmente noioso.
    Saresti forse più apprezzato nello scrivere sceneggiature, dove gran parte delle descrizioni vengono poi rese da un’immagine di pochi istanti. In un romanzo però non puoi costringere il lettore a immaginare esattamente la scena che tu hai in mente.
    Ti consiglierei di togliere dal racconto tutto ciò che non è narrazione di eventi che stanno accadendo o che sono accaduti in passato direttamente ai protagonisti. Poi se proprio manca puoi aggiungere qualche spiegazione, ma devi farlo dove serve davvero.

  • Profile photo of Carlo Castellani
    Carlo Castellani February 9, 2010 at 3:28 pm

    Molto simpatica, particolare

  • LadyLarken March 26, 2010 at 6:18 am

    Mi scappa un sorriso ironico e non posso fare a meno di far presente la mia stima a chiunque abbia ricapitolato le regole con annessi esempi. 🙂

  • deborah June 25, 2010 at 7:48 pm

    bellisimo cece, ma come hai fatto a inventarti una storia così bella e agghiacciante?? complimenti!!

  • lesley June 25, 2010 at 7:50 pm

    grande cece, finalmente ne hai pubblicato uno eh?? quanti ne hai scritti? 200?? e il libro quello lungo come va? quasi finito? non vedo l’ora di leggerlo!!!

  • kevin June 26, 2010 at 10:10 pm

    bello cece…

  • davide June 29, 2010 at 10:44 am

    bello veramente, ne stai già scrivendo un altro?

  • andrew June 29, 2010 at 11:00 am

    grandissimo zeze….. fantastico racconto…. 😉

  • luca June 29, 2010 at 8:45 pm

    grande davvero!! bello mi è piaciuto. la prossima volta ne scivi uno su carlazzo? a proposito, mi devi fare leggere il tuo libro. quante pagine eh? 400 mi sembra? dai fammelo leggere!! luk

  • shelly June 29, 2010 at 9:03 pm

    hey cece, i read your story. I did not understand it at all but the most of it. I really liked the idea that also kimberly is an psycho killer as her botyfriend Tedd! Great story!! After that i was scarred to sleep!! I mean it!!! bye and see ya!!!

  • marco July 1, 2010 at 5:30 pm

    grande cece! IL re dell’horror di carlazzo!!!

  • ivan July 8, 2010 at 1:34 pm

    wei cece bello davvero!!! complimenti

  • Fabio August 23, 2010 at 7:34 pm

    wei cece… te l’avevo dtt ke lo finivo entro stase… bello davvero, io una csa del genere nn la saprei scrivere… se ne hai scritti altri sarò ben contento di leggere anke quelli… cmq i colpi di scena hanno sempre il loro fascino…
    ci si vede in giro ok? a presto
    23/08/10

  • eva September 7, 2010 at 1:25 am

    veramente un bel racconto..complimenti.. anche se un pò assurdo perchè non Kimberley e Tedd non potevano dire semplicemente che si amavano e volevano stare insieme invece di comminare tutto questo casino?? ihihih.. comunque è veramente bello questo racconto, mi è piaciuto leggerlo! 🙂

    • cesare massaini September 9, 2010 at 1:26 pm

      grazie Eva, prossimamente ne arriverà un altro.

  • Michela October 16, 2010 at 6:19 pm

    Complimenti!! Adoro gli animali e tutti i racconti che ne parlano!!

  • Gilda October 28, 2010 at 2:27 am

    Cavolo Cece è bellissimo…veramente!!!!

  • Profile photo of Alephso
    Alephso November 11, 2010 at 10:21 pm

    Grazie Michela, cominciavo a pensare che nessuno si fosse preso la briga di leggerlo.

  • antonio November 20, 2010 at 2:08 pm

    lo riletto la pate con l orso e fa schifoooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Profile photo of Alephso
    Alephso November 21, 2010 at 10:50 am

    Ma dai, veramente, e sei riuscito a rileggerla tutta nonostante il vomito? Ti consiglio una mentina comunque e grazie per il tuo incoraggiante commento.

  • daniele dondi July 8, 2011 at 8:34 am

    Punteggiatura: correggete ‘prederò’ con ‘prenderò’

    il dialogo: io scrivo con le virgolette al posto della lineetta. Mi viene proprio meglio. E’ un guaio se voglio pubblicare nel sito?

    • Profile photo of ancos
      ancos July 8, 2011 at 8:37 am

      Ciao Daniele.

      Grazie della segnalazione, ho corretto subito.

      Dialogo: è questione di stile. Se ti viene più naturale utilizzare le virgolette, non c’è problema, usale pure.

  • Pragmatico August 22, 2011 at 5:09 pm

    La grammatica????? .. Meglio guardare da un’altra parte!

  • pierluigi September 5, 2011 at 11:58 am

    un bel racconto breve. devo confessare che forse avrei preferito finisse al primo capitolo lasciando quell’incertezza fra il fantasy e il poetico. il primo capitolo è denso di poesia e ruota attorno ad un tema filosofico, nel secondo e nel terzo direi che si entra nel fantasy tipico seppur non nel genere che prediliggo dove forse mi aspetterei creature non per forza umane.

  • pierluigi September 5, 2011 at 12:07 pm

    purtroppo è un tema dove grandi scrittori hanno dato e che quindi neccessita di belle idee altrimenti come in questo caso si rimane nel nulla anche se è quello che ha fatto il protagonista

  • pierluigi September 5, 2011 at 12:22 pm

    Non so chi tu sia, ma il LIBERO ARBITRIO dovrebbe esser trattato con molta preparazione documentabile. Se tu sei laureato in filosofia ti chiedo scusa se non ho compreso il tuo microracconto, altrimenti credo che scrivere non serva per mettere nero su bianco.
    Nonostante ritenga di essere abbastanza ferrato in filosofia e lingua italiana, alcuni concetti mi sfuggono (forse non hanno un vero significato, ma vogliono dare delle sensazioni vaghe) infine il catastrofismo e il dichiarare che è vero anche se non sono d’accordo pone un muro fra il racconto e il giudizio del lettore che certo lo scrittore non può proibire. È come se io ora vietassi a te di poter obbiettare su ciò che ho scritto. Veto sul libero pensiero, è peggio del libero arbitrio.

  • pierluigi September 5, 2011 at 12:30 pm

    molto bello e degno di esser apprezzato anche dai non amanti del fantasy. spero di leggere qualche tuo racconto o romanzo se sono di questa qualità

  • pierluigi September 5, 2011 at 12:54 pm

    molto bello anche se forse un po troppo moralistico

  • Bruno September 5, 2011 at 12:55 pm

    Grazie per aver letto.
    Penso che tu non habbia colto molti aspetti del racconto, ovviamente per colpa mia.
    Il narratore è l’entità suprema che tutto ha creato, anche noi.
    Noi siamo stati creati da essa per custodire il libero arbitrio.
    Quindi, nell’ultima frase, l’entità ci riconosce la possibilità di non essere d’accordo proprio perchè dotati di libero arbitrio.

  • mario monti November 27, 2011 at 8:22 pm

    ho bisogno di n tema horror

  • EnricoPulp December 20, 2011 at 5:43 pm

    Ciao, perdona l’ignoranza, ma c’è una cosa che non ho capito: quando tu usi il termine “morfo” o “morfa” a cosa intendi alludere?

  • iby April 1, 2012 at 2:29 pm

    non c’è un continuo? ^^

  • Profile photo of Alessandro Carnier
    Alessandro Carnier January 19, 2013 at 7:11 pm

    Il seguente racconto, affidato alla creatività, per quanto attiene all’ambientazione evoca mie sensazioni e luoghi vincolati a ricordi legati all’adolescenza da me vissuti tra le montagne della Carnia…

  • Profile photo of Alessandro Carnier
    Alessandro Carnier January 19, 2013 at 7:36 pm

    Il seguente racconto, affidato alla creatività, per quanto attiene all’ambientazione evoca mie sensazioni e luoghi vincolati a ricordi legati all’adolescenza da me vissuti tra le montagne della Carnia…

  • Cartastrofe September 10, 2013 at 5:52 pm

    Scrittura pulita, lucida. Interessante dissidio psicologico.

  • Profile photo of Andrea Rubbini
    Andrea Rubbini September 11, 2013 at 11:13 am

    Grazie per il bel commento e per aver letto il racconto.

  • andrea cernic April 28, 2016 at 7:27 pm

    bellissimo