<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>FantaStorie</title>
	<atom:link href="http://www.fantastorie.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fantastorie.com</link>
	<description>i tuoi racconti fantasy, di fantascienza e horror.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Apr 2012 15:23:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<item>
		<title>Il predatore II: l&#8217;armadio e il taccuino.</title>
		<link>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/il-predatore-ii-larmadio-e-il-taccuino/</link>
		<comments>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/il-predatore-ii-larmadio-e-il-taccuino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 15:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantastorie.com/?p=542</guid>
		<description><![CDATA[Mentre mi infilavo sotto le coperte nella vana speranza che quella cosa che avevo beccato nell&#8217;ufficio del nonno non venisse a prendermi, il mio cervello già lavorava per analizzare razionalmente quanto visto. Io non avevo mai creduto nei fantasmi, erano gli esseri che la mamma tirava in ballo quando ero bambina per non farmi scendere in cantina, ma io avevo sempre fatto finta di spaventarmi. Già alle elementari ricordo di averle detto: «Mamma, semplicemente non puoi proibirmi di andare in un posto piuttosto che scomodare esseri che vivono nel mondo delle fiabe?», lasciandola perplessa con lo sbattitore a mezz&#8217;aria e il bianco dell&#8217;uovo montato che colava sul pavimento. No, solo per questo non potevo credere che quello che aveva visto era uno spirito. Mi rigirai nel letto, pensai che se almeno fossi stata ubriaca avrei potuto incolpare il vino, invece ero sobria e decisamente spaventata, con il cuore in gola che non mi permetteva di respirare e il cervello che lavorava furiosamente. Alla fine mi imposi di dormire, avrei riflettuto il giorno successivo su quanto accaduto. Dormire non fu una cosa semplice e appena sentii il gallo della vicina della nonna salutare il sole, mi ritrovai seduta sul letto, con [...]]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/il-predatore-ii-larmadio-e-il-taccuino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Anima Chimica</title>
		<link>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/anima-chimica/</link>
		<comments>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/anima-chimica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 21:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EmaDrum</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantastorie.com/?p=536</guid>
		<description><![CDATA[*** *** *** * Apro gli occhi o quel che ne resta e mi metto seduto senza alcuno sforzo. - Dove mi trovo? - In molti posti. “Che risposta è?” mi viene da chiedere, ma non voglio essere sgarbato dal momento che non so nemmeno a chi mi sto rivolgendo. C’è una luce accecante… per quel che la mia esperienza mi dice, ma in realtà riesco a… “vedere”. Un brivido percorre tutto il mio essere, ma senza effetti; è il ricordo di un brivido. Mi sento sudare, mi succede sempre quando son sotto tensione o quando mi emoziono. Ma ancora, è il “ricordo” di sentirmi sudare. Non mi ci vuole molto. Inizio a realizzare. Balbetto: &#8211; Sono….? - Non hai più nulla di cui temere. *** ** * Attacco: &#8211; Mi sento strano. Non sento nulla. - E’ comprensibile. - Non sento…”il peso”…. Non so…. e… mi manca il fiato…. Anzi no, mi manca che mi manca il fiato… - Non ne hai bisogno. Sai, a volte succede che non ci si abitui subito. Succede di tutto; sei nato di nuovo. Mi viene da ridere. Questo sembrerebbe davvero l’anticamera dei premiati; devo esser finito tra quelli che se proprio non [...]]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/anima-chimica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il predatore I. Un ritorno inaspettato.</title>
		<link>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/il-predatore-i-un-ritorno-inaspettato/</link>
		<comments>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/il-predatore-i-un-ritorno-inaspettato/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 15:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantastorie.com/?p=524</guid>
		<description><![CDATA[ Fango e terra. Le case da queste parti sono fatte con questi materiali, che vengono impastati, con acqua e sudore, lavorati e squadrati grazie a delle forme di legno. Una volta che il sole ha seccato questi mattoni, essi vengono utilizzati per costruire muri. Per un po’ reggono, ma poi la povertà del materiale ritorna, sgretolando il parallelepipedo di fango e sudore e, magari, facendoci crescere dentro qualche pianticella. I muri costruiti con questo materiale sono marroncini, danno alle strade una strana colorazione polverosa, ti sembra perennemente di vivere in uno di quei villaggi che venivano scelti da Sergio Leone come setting dei suoi film. Quando fa caldo poi questa sensazione aumenta, specialmente intorno a mezzogiorno, quando il sole ti apre la testa in due come un pomodoro maturo. Lì la vedi la polverella gialla che viene trasportata dal vento caldo per le strade e, se presti l’attenzione necessaria, vedi i mattoncini che si polverizzano. La decadenza è davanti a tutti, ma nessuno può farci niente, poiché sono considerate case costruite secondo usanze tradizionali e non possono essere distrutte o ristrutturate. Mi è capitato spesso, durante le ore del riposino pomeridiano, di immaginare di essere un granello di polvere di [...]]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/il-predatore-i-un-ritorno-inaspettato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sigaro Avana</title>
		<link>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/sigaro-avana/</link>
		<comments>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/sigaro-avana/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J G Sapodilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[giallo thriller racconto-breve]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantastorie.com/?p=481</guid>
		<description><![CDATA[Mi ero fermato solo per accendere il sigaro nel modo giusto, ma la ragazza non lo poteva sapere, aveva pensato che l’avessi vista nascosta dietro la siepe e mi era venuta incontro. La sua valigia nera sfondata aveva trascinato la ragazza e il suo vestitino corto color giallo canarino fino allo sportello della mia limousine scoperta. − Portami dove ti pare aveva detto. Mentre saliva le avevo guardato i fianchi. Lei aveva sorriso contenta. − Mi chiamo Maria. Una pioggia improvvisa mi aveva trasformato in un pesce bollito. Il caldo faceva evaporare le gocce che rimbalzavano sulla strada. Le moto si erano fermate sotto i ponti. La ragazza aveva cominciato a cantare una storia di banane fritte nello sciroppo di zucchero. − Siamo arrivati al distributore di benzina. Puoi fare quello che ti pare per dieci minuti. Le avevo aperto lo sportello senza scendere. − Devi spegnere il sigaro − Mi rispose. E prese con sé la valigia, perché voleva cambiarsi. Mi ero messo il sigaro spento nel taschino della camicia, con cura, prima di scendere davanti alla pompa. Dopo il pieno di benzina, avevo riacceso il sigaro e mi avviavo verso il bar in cerca della ragazza, quando la [...]]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/sigaro-avana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cambiare un pannolino &#8211; Guida per neofiti</title>
		<link>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/cambiare-un-pannolino-guida-per-neofiti/</link>
		<comments>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/cambiare-un-pannolino-guida-per-neofiti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jarl</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantastorie.com/?p=449</guid>
		<description><![CDATA[Requisiti minimi: buona capacità di apnea, riflessi da gatto (e poi spiegherò il perchè), pazienza, doti da contorsionista. Materiali necessari: un pannolino, acqua e sapone (o in alternativa le comode salviette umidificate che vi faran puzzare per ore le mani di chiappe), un bambino e, ovviamente, la &#8220;cacca&#8221; che, per non offendere i più sensibili, da ora chiameremo &#8220;prodotto fumante&#8221; o Pf per gli amici. Operazione 1: catturare la preda. Quando passando accanto al vostro &#8220;essere&#8221; avvertite quel chiaro e inconfondibile sentore di latrina di caserma, beh, è ora di cambiarlo. Le possibilità sono molteplici. A: fare finta di nulla e allontanarlo, lanciandogli un biscotto in un&#8217;altra stanza, popolata da altri membri della vostra famiglia, per far si che l&#8217;incarico spiacevole tocchi ad altri. B: lasciarli circolare allo stato brado in un parco o zona verde così che la natura faccia il suo corso e non vi sia bisogno di cambiarli. C: fingere un&#8217;improvvisa tendinite al polso che vi rende impossibile la procedura di decontaminazione. D: fare il vostro dovere (anche perchè costretti sotto minaccia di arma da fuoco carica). Presupponendo che si opti per la soluzione D, occorre munirsi di pazienza e afferrare il maleodorante fagotto di felicità prima [...]]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/cambiare-un-pannolino-guida-per-neofiti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Ordine del Sole 2</title>
		<link>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/lordine-del-sole-2/</link>
		<comments>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/lordine-del-sole-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jarl</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantastorie.com/?p=445</guid>
		<description><![CDATA[II Greenwood. Il sole allo zenit illuminava e riscaldava la valle di Zar, Gradel guardandosi alle spalle vide le bianche mura del castello di Krotz riflettere la luce solare. La primavera, che si era attardata ad arrivare, stava lasciando i primi segni sul terreno. Anche il Sole Velato, simbolo del malvagio, era alto nel cielo. Un enorme corpo celeste che contendeva al Sole il predominio dei cieli. Una gigantesca massa di roccia nera, contornata da una pallida corona di luminescenza viola, sembrava un astro in eclisse perenne, oscurato da un cancro nero che impediva alla sua luce di filtrare. Le sue fasi coincidevano con quelle del Sole; sorgevano e tramontavano nello stesso momento, come per fronteggiarsi ogni giorno rinnovando continuamente la lotta fra luce ed ombra. Così come non si poteva guardare il Sole senza restare abbagliati dalla sua dardeggiante luce, non si poteva fissare il suo oscuro avversario celeste senza rabbrividire e dover distogliere lo sguardo per paura che l’oscurità invadesse l’anima. Da sempre il suo potere oscuro alimentava il maligno in tutte le sue forme. Il cono d’ombra, che scagliava dall’alto del cielo, oscurava un intero continente chiamato Blackheart. Una terra aspra e impoverita dalla perenne penombra scagliata [...]]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/lordine-del-sole-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ricerca d&#8217;identità</title>
		<link>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/ricerca-didentita/</link>
		<comments>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/ricerca-didentita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 18:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca di identità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantastorie.com/?p=437</guid>
		<description><![CDATA[Ricerca di identità I fumatori si sono alleati coi cacciatori nella battaglia contro i Verdi. Cacciatori e fumatori cercano alleati anche con la Lega veneta e lombarda per fare un fronte comune contro gli immigrati. Noi cugini, per il momento stiamo a guardare, ci potremo alleare con i frequentatori dei patronati, contro le suocere, dal momento che i preti ci hanno già detto di no e non capiscono i nostri ideali anti-suocera. I preti sono da sempre alleati con gli omosessuali nascosti, mentre odiano a morte gli omosessuali manifesti, dicono che ostentano troppo e che non hanno un bell’inno. Secondo me questo tuttavia non dovrebbe impedire loro di accettare la nostra alleanza contro le suocere. Non riesco a capirli. Abbiamo offerto loro la nostra collaborazione su di un piatto d’argento e loro la rifiutano nel rispetto dei loro vecchi alleati. Non c’è ragione! Noi troviamo la nostra identità e la nostra coesione nella battaglia anti-suocera e quando cantiamo il nostro inno: “Suocere, siete tutte carogne”, il nostro cuore batte d’orgoglio e ci sentiamo una sola persona, ci sentiamo forti e sicuri di noi stessi. Siamo disposti ad accettare alleanze quasi ovunque: abbiamo rispolverato l’antica rivalità tra Tombolo e Onara e [...]]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.fantastorie.com/2012/racconti/fantasy/ricerca-didentita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fritz il mio amico cane</title>
		<link>http://www.fantastorie.com/2011/racconti/fritz-il-mio-amico-cane/</link>
		<comments>http://www.fantastorie.com/2011/racconti/fritz-il-mio-amico-cane/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 16:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantastorie.com/?p=432</guid>
		<description><![CDATA[FRITZ Acquistai Fritz vicino al caffè Pedrocchi, da uno di quei vecchietti che girano per il centro della città attorniati da una nuvola di minuscoli cani. Vidi un piccolissimo cucciolo nero che, seduto in disparte, non giocava con tutti gli altri, e che, ogni tanto, come ricordandosi di un passato dolore, guaiva piano. Mi avvicinai, lo accarezzai e fu amore a prima vista. “Di che razza è?” Chiesi al vecchio. “Fox terrier mosca, una razza indomita” mi rispose. Disse Fox terrier mosca con la stessa sicurezza con la quale avrebbe detto Pastore tedesco o Labrador. In realtà Fritz era un bastardino di circa due mesi, molto simpatico, a cui avevano da pochissimo mozzato la coda per farlo assomigliare ai Fox terrier. Acquistai il cagnolino per poche lire, lo portai a casa, gli diedi da mangiare e lo accarezzai per consolarlo per tutte quelle novità che, suo malgrado, erano entrate a far parte della sua giovane vita. Mi si affezionò subito e senza fatica. Man mano che i giorni passavano cominciò a manifestare anche la sua vera natura: “ Non un cane, ma una gallina” dicevano i miei amici. Infatti, passava tutto il giorno a raspare in giardino, faceva buche, razzolava. [...]]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.fantastorie.com/2011/racconti/fritz-il-mio-amico-cane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;armadio di Nancy</title>
		<link>http://www.fantastorie.com/2011/racconti/horror/larmadio-di-nancy/</link>
		<comments>http://www.fantastorie.com/2011/racconti/horror/larmadio-di-nancy/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 15:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea.gobbato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[armadio]]></category>
		<category><![CDATA[babau]]></category>
		<category><![CDATA[letto]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[racconto breve]]></category>
		<category><![CDATA[Racconto singolo]]></category>
		<category><![CDATA[spiriti]]></category>
		<category><![CDATA[uomo nero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantastorie.com/?p=418</guid>
		<description><![CDATA[Nancy, quattro anni compiuti da un mese, posò delicatamente la testa sul morbido guanciale imbottito di piume d’oca, rannicchiando le gambe e accoccolandosi nel suo lettino. Guardando fuori dalla piccola finestra della sua cameretta, poteva vedere la luna, alta nel buio cielo stellato. Sua madre entrò e le rimboccò fino al mento le coperte, quelle con sopra Winnie The Pooh e i suoi amici. Si piegò su di lei e le diede un bacetto sulla fronte, accarezzandole i lisci capelli castani. «Buona notte, tesoro mio». Nancy la osservò spegnere la piccola abat-jour appoggiata sul comodino, abbassare la tapparella e uscire dalla stanza, lasciandosi la porta chiusa alle spalle. La camera sprofondò nella più assoluta oscurità. Solo i raggi lunari, che filtravano dalle fessure della tapparella, gettavano qualche ombra confusa sul mobilio. Alla sua destra poteva scorgere il mobile con il grosso specchio e la cassettiera in noce, quella dove teneva i nastrini colorati con cui amava infiocchettarsi i capelli la mattina, prima di andare all’asilo a giocare con le sue amiche. Di fronte a lei invece si stagliava, come un gigantesco monolito, il grosso armadio a due ante dipinto di bianco, dove erano riposti ordinatamente su delle grucce tutti i [...]]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.fantastorie.com/2011/racconti/horror/larmadio-di-nancy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Verità nella Nebbia</title>
		<link>http://www.fantastorie.com/2011/racconti/fantasy/verita-nella-nebbia/</link>
		<comments>http://www.fantastorie.com/2011/racconti/fantasy/verita-nella-nebbia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 15:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jarl</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Racconto singolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fantastorie.com/?p=443</guid>
		<description><![CDATA[Cosa mi condusse su questa strada? Ora che sono qui, me lo domando spesso anch&#8217;io. Avevo tutto ciò che chiunque potesse desiderare, una corona sul capo, un reame intero ad obbedire alla mia parola, vino pregiato per dissetarmi, cibi paradisiaci per sfamarmi e ogni altro genere di delicate libagioni per deliziare anche i più fini palati. Qualsiasi cosa io desiderassi l&#8217;avevo o potevo averla dicendo soltanto una parola. I miei sensi erano appagati. In pochi anni ero arrivato ovunque manipolando, ingannando, ingraziandomi di volta in volta la parte vincitrice di un conflitto e ben attento a tirare i remi in barca quando le cose volgevano al peggio. Dalle mie dita migliaia di fili muovono burattini che non sanno di dover a me la loro posizione né immaginano che sono mie le scelte che prendono. Il mio giardino aveva lunghe e profonde radici e le spine dei miei fiori potevano colpire chiunque si parasse dinanzi a loro. Politica e intrigo.. magia e tradimenti&#8230; questo il mio pane, questa la mia vita. Una cosa soltanto, nonostante tutto, non era mai come io la desiderassi. Placare la sete di potere e dominio è tutt&#8217;altro che semplice e come un germe divora dall&#8217;interno giorno [...]]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.fantastorie.com/2011/racconti/fantasy/verita-nella-nebbia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

