DS – I – Senza memoria
Fantascienza , Fantasy / December 21, 2014

Credi di essere una persona qualunque. La tua vita è piatta e monotona, non c’è niente che ti distingua dalla massa e ogni giorno sembra uguale al precedente. Ma all’improvviso tutto cambia. Un misterioso individuo ti dice che sei il membro di un’organizzazione spaziale e che hai perso la memoria. Ti mostra magie sorprendenti e tecnologie incredibili, quindi ti chiede di seguirlo. Lasceresti tutto quanto per andare con lui? Storia a capitoli settimanali (conclusa) Scaricabile in pdf, epub e mobi a questo indirizzo > http://tncs.altervista.org/delta-survivors-i/ Vai all’indice Prologo L’oscurità era totale. Non riusciva a vedere nulla e la paura si insinuava silenziosa nel suo cuore. Un grido improvviso: «Prometheus!» Il mondo esplose di una luce abbagliante e il frastuono di una battaglia lo scosse fin nel midollo. I suoni lo schiacciarono. Il tuonare delle esplosioni, il fragore delle armi da fuoco, il crepitio degli incantesimi, ma soprattutto lo straziante dolore sfogato nelle urla. Urla che chiamavano il suo nome. «Prometheus!» «Prometheus!» «Pro!» «Prometheus!» «Prometheus!» «Prometheus!» Cadde in ginocchio, le mani premute sulle orecchie. Quelle erano le voci dei suoi compagni, avevano bisogno di lui, ma lui non riusciva a fare niente. Era completamente inerme, impotente. Di colpo piombò il silenzio….

La volontà dell’incantatore
Fantascienza , Fantasy / November 23, 2014

Data: 4115 d.s., ottava deca[1] Luogo: pianeta Marath, sistema Essud Il terreno fertile e fangoso ai lati del fiume Nar era l’ideale per la crescita della vegetazione e per questo fin dai tempi antichi era stato destinato alle coltivazioni. Numerosi contadini erano impegnati a lavorare le sponde del grande corso d’acqua e il fatto che gli uomini avessero tutti i capelli dritti verso l’alto come aghi rendeva facile identificarli come hystricidi. La mattinata sembrava destinata a scorrere calda e tranquilla nella consueta sequenza di gesti ripetuti, ma d’un tratto avvenne qualcosa che spezzò la consolidata monotonia. Delle figure umanoidi si delinearono dal nulla sotto gli occhi dei braccianti e prima che se ne rendessero conto due hystricidi erano apparsi dinnanzi a loro. L’uomo era un pellebruna dagli occhi castano chiaro con intorno al collo un fazzoletto bianco dai bordi blu tutti consumati, la donna invece era una pelleocra con numerosi braccialetti e i capelli tenuti in ordine da una bandana viola decorata di rosso. «Chi siete?» intimò un contadino senza posare la sua zappa «Cosa volete?» «Non siamo nessuno.» rispose la donna con voce dolce e suadente. Fece un gesto con la mano. «Non vi ricordate di noi, riprendete il…

Gli uomini brevi
Fantascienza , Fantasy , Horror / August 28, 2014

Sebastiano si mise innanzi alla tomba di loro madre deceduta il giorno prima, per farle un ennesimo saluto; poi si sedette a terra assieme a suo fratello Cristoforo. Era notte fonda e il silenzio regnava alternato al gracidar di rane. Mezza luna splendeva con attorno qualche nuvola. L’aria tentennava tra l’essere calda di fine estate e un poco fredda di inizio autunno. I due fratelli erano seduti sul loro spiazzo di prato verde e ben tenuto, con alle spalle la loro casa di legno. Erano assopiti a guardar il buio che li circondava, con un peso al cuore e alla testa che non riuscivano togliersi di dosso. Era l’angoscia forse? Come biasimarli; erano immobili creature insofferenti che aspettavano la loro fine imminente. Ma sarebbe stato giusto disperarsi per questo? Rimpiangere se stessi per essere venuti al mondo e già pronti ad andare via? Non lo sapevano neppure loro. Cristoforo, sfogando forse la sua angoscia, disse al fratello: <<Ieri sono rimasto scioccato quando ho visto nostra madre morire.>> <<Credevi non sarebbe morta mai, vero?>> <<Infatti … E tu, come ti sei sentito?>> <<Come vedi ho avuto la forza di sotterrarla.>> <<Dunque avrai la forza di sotterrare anche me questa notte?>>Disse Cristoforo,…

Alieni?
Fantascienza / August 19, 2013

“L’ho trovato!!!” Il grido stridulo rimbombò fra gli intricati meandri dell’immenso telescopio atomico, facendo drizzare le orecchie a tutti coloro che si trovavano all’interno della stessa struttura. Il responsabile di tanto scompiglio, Huges Hamilton , correndo come un forsennato con un fascio di stampati in mano, a rischio di rompersi una caviglia giù per le ripide scalette del corpo centrale del telescopio, continuava a emettere le stesse due parole “l’ho trovato” in un crescendo parossistico. Attraversato tutto il complesso, dopo aver dato una notevole scossa alla tranquilla routine del complesso, si fermò davanti ad una massiccia porta in legno massello, dove campeggiava una targhetta con scritto “Direttore scientifico – dott. Brett Haltzman”. Senza esitare un attimo, nonostante i ripetuti disperati tentativi della giovane segretaria tesi ad impedirgli  di entrare  nel sancta sanctorum senza adeguata attesa, Hamilton spinse la massiccia porta ed entrò nell’ufficio del suo superiore che rimase a bocca aperta per quell’improvvisa apparizione: in effetti Hamilton aveva l’aspetto di un pazzo scatenato affetto da una qualche forma di turba psichica se non addirittura, di chi abbia appena assunto una dose massiccia di allucinogeni. Hamilton, piantato sui piedi e ancora + alto dei suoi già notevoli 184 centimetri, continuava a…

Mr. Westcott
Fantascienza , Racconti / August 8, 2013

Il Primo Ministro nordcoreano Kim Jong-lu aveva paura degli aerei, per il viaggio da Sonbong County a Pyongyang aveva scelto uno dei treni blindati dello Stato. Al secondo compartimento della prima vettura sedeva Jong-lu assieme al Ministro della Difesa Jin-Hu. Il 2000 fu l’anno in cui avvenne il contatto di maggior livello tra il governo nordcoreano e gli Stati Uniti d’America; il Segretario di Stato Madeleine Wright avrebbe incontrato Jong-lu e Jin-Hu al palazzo di stato in Pyongyang per chiarire i sospetti rapporti tra USSR, Cina e Corea del Nord. Nonostante il crescente simpatizzare della Cina verso il Sud Corea ed i chiari segni di indifferenza da Mosca verso le accuse di politica immorale rivolte al Nord Corea, alcune voci interne avevano fatto arrivare alle orecchie dell’NSA, l’Agenzia di Sicurezza Nazionale americana, una possibile alleanza tra Nord Corea, Cinae gruppi interni russi. Numerose organizzazioni dei diritti umani avevano accusato il governo nordcoreano di usare una politica anti-etica e violenta, accuse convalidate dalle testimonianze di ex-dipendenti della Repubblica Democratica Popolare di Corea scappati dai campi di internamento di Yodok. Un gruppo ribelle nord coreano chiamato “Ribelli di Yodok” aveva creato fazioni interne al governo, raccogliendo aiuti di simpatizzanti e dipendenti dei…

Cybermasters – New York
Fantascienza / November 30, 2012

Capitolo 1 – Felicità Artificiale   …un cerbiatto blu corre lungo l’autostrada fissandomi con i suoi cinque occhi sibilanti lecco le sue palle multicolori e sento il sapore fumante del magma gelido il suo ano avvolge il mio cranio e mi succhia come un mantice gelatinoso cado cado cado il vuoto percorso da vene pulsanti si stringe attorno a me me ridotto ad un occhio che batte batte batte…   “Piantala, Hawk.”   …la madre sognante mi abbraccia la gamba in un saluto affannoso Hawk quand’è che mi hai abbandonato io non ricordo ricordo di ricordare taci puttana le ficco il mio palo in gola e sparo le mie pallottole la sua gola esplode in un tripudio di colori rosso giallo blu arancio la disco infiamma ballo insieme ai delfini cantanti le loro tube calzano le loro teste infiammando e stridendo di piacere…   I denti fanno un male cane mentre sbattono contro il bancone, ed il dolore al collo si acuisce, mentre qualcosa penetra le tue carni. Man mano che i colori si sbiadiscono e i pensieri ritornano chiari e coerenti, l’odore di sudore e sangue secco della mano invadono violentemente i pensieri di Hawk mentre i sensi riacquistano…

Autocidio
Fantascienza , Racconti / November 9, 2012

Il ragazzo prese posto di fronte a me quando il treno era ormai in movimento. Dimostrava sì e no diciott’anni, e aveva un’aria simpatica, non come certi ragazzotti dell’epoca; solo una struttura di ignoranza coperta da una facciata di arroganza. No, questo sembrava un tipo a posto, un po’ timido forse, una faccia un po’ da sfigato. Mi diede la conferma di questa prima impressione quando prese dal suo zaino, non proprio all’ultima moda, un vecchio romanzo di Asimov; Asimov era piuttosto di moda all’epoca, tra gli sfigati. In ogni caso questa fu la molla per attaccare bottone, anch’io infatti soffro di una certa timidezza. Difficilmente riesco ad attaccare bottone senza un pretesto decente. C’è da dire però che quando mi decido a farlo appaio tutt’altro che timido. Badate! Non é che il mio carattere cambi così da un momento all’altro, è solo che quando decido di entrare in scena, e decido che parte interpretare, allora so essere un discreto attore. La timidezza la lascio fuori dalla scena. – Ti piace la fantascienza? Grazie a dio! Temevo di dovermi fare tutto il viaggio con qualche vecchio stronzo che non fa altro che lamentarsi delle tasse. Questa fu la mia entrée….

Salute automatica
Fantascienza , Racconti / September 13, 2012

Il giorno in cui ebbe l’attacco cardiaco, Roberto conduceva una vita che poteva definirsi un completo fallimento. Quindi la sensazione di star per morire gli sembrò incredibilmente liberatoria. Abbozzò persino un sorriso mentre si accasciava sulla propria detestata scrivania. Non si rese conto che tutto questo non sarebbe dovuto accadere.   Ci pensò invece il medico che lo aveva visitato. La crisi cardiaca sembrava rientrata, e Roberto non era in pericolo di vita. Aveva acceso il suo terminale e stava sfogliando la scheda sanitaria; il computer lo informò che il paziente faceva parte del programma sperimentale. Il medico imprecò, spense il terminale e lasciò in fretta la stanza.   “Ma come diavolo è successo?” Come previsto, il direttore dell’ospedale non aveva preso bene la notizia. Era una notizia pessima, capace di buttare alle ortiche anni di faticose ricerche, e di mandare in fumo un paio di miliardi; un infarto in un paziente del “Progetto Salute Automatica” era estremamente grave. E non sarebbe mai dovuto accadere.   Il medico che seguiva Roberto rispose cautamente: “Non so proprio cosa dire. Ho controllato tutti i dati del paziente. E’ stato inserito nel programma cinque mesi fa, e i risultati fin qui sono stati…

Ninna-bot
Fantascienza , Racconti / September 13, 2012

Ted fece qualche passo sul suolo coperto di cenere, attento ad evitare i detriti nascosti. Avanzò cautamente verso l’ingresso di un edificio ancora in piedi, l’unico che avevano individuato in mezzo alle rovine. “Ted, mi ricevi?” “Ciao Mario. Dove sei sceso?” “Duecento metri a nord del punto di ritrovo.” “Sei sulla mia sinistra. Accendi il segnalatore”. “Ok.”   Ted si voltò, e strizzò gli occhi. Un bagliore violaceo era visibile nella penombra, oltre la cortina di polvere radioattiva. “Ti vedo” disse con sollievo. Pochi minuti dopo erano vicini. Si salutarono con un breve contatto delle mani attraverso le tute antiradiazioni. L’edificio era quasi completamente crollato, sbriciolato e soffiato via dall’onda d’urto delle esplosioni, ma un’ala era rimasta in piedi fin quasi a tutto il secondo piano. Forse era stata protetta da qualche edificio più alto. L’ingresso era ancora integro. Vi si diressero, con Mario che si dava da fare con lo scanner portatile. Ted superò con qualche difficoltà una scala in rovina, e trovò un varco fra i battenti fracassati del portone. Si trovò in un ampio atrio. Sullo sfondo, il fascio della torcia illuminava l’inizio di uno scalone, dalla balaustra in ferro battuto semifusa. Le pareti erano di marmo…

La sala delle anime morte
Fantascienza , Racconti / August 1, 2012

“Dio dev’essere un gran fumatore!”. Non dimenticherò mai questa frase né gli avvenimenti che seguirono in quella notte di Gennaio del 1960. Mi trovavo a casa del barone Augusto Verri, famoso collezionista nonché personaggio estremamente bizzarro. Ero riuscito ad ottenere un invito tramite il mio amico Filippo Scarnera, antiquario come me e, devo dire, che ne era valsa la pena. Verri era (dal tempo del verbo avrete certamente intuito che il barone non è più tra noi) un collezionista atipico. Tra le opere da lui possedute si alternavano pezzi d’indiscusso valore ad altri che, senza timore di offendere nessuno, tanto meno gli autori, erano delle autentiche bufale. Ma la caratteristica comune a tutti i suoi pezzi era l’unicità. Il barone asseriva, infatti, che ogni opera dell’ingegno umano è un capolavoro purché prodotta in esemplare unico, e su questo principio aveva basato la sua incredibile collezione. Viveva in una villa principesca poco fuori Firenze e aveva adibito le numerose sale come un vero e proprio museo. La prima sala che visitammo fu quella degli orologi e subito ebbi modo di verificare il suo singolare punto di vista: all’entrata, faceva bella mostra di se, un Eberhard del 1902 costruito su richiesta del…