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	<title>FantaStorie &#187; Jarl</title>
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	<description>i tuoi racconti fantasy, di fantascienza e horror.</description>
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		<title>Cambiare un pannolino &#8211; Guida per neofiti</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jarl</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Requisiti minimi: buona capacità di apnea, riflessi da gatto (e poi spiegherò il perchè), pazienza, doti da contorsionista. Materiali necessari: un pannolino, acqua e sapone (o in alternativa le comode salviette umidificate che vi faran puzzare per ore le mani di chiappe), un bambino e, ovviamente, la &#8220;cacca&#8221; che, per non offendere i più sensibili, da ora chiameremo &#8220;prodotto fumante&#8221; o Pf per gli amici. Operazione 1: catturare la preda. Quando passando accanto al vostro &#8220;essere&#8221; avvertite quel chiaro e inconfondibile sentore di latrina di caserma, beh, è ora di cambiarlo. Le possibilità sono molteplici. A: fare finta di nulla e allontanarlo, lanciandogli un biscotto in un&#8217;altra stanza, popolata da altri membri della vostra famiglia, per far si che l&#8217;incarico spiacevole tocchi ad altri. B: lasciarli circolare allo stato brado in un parco o zona verde così che la natura faccia il suo corso e non vi sia bisogno di cambiarli. C: fingere un&#8217;improvvisa tendinite al polso che vi rende impossibile la procedura di decontaminazione. D: fare il vostro dovere (anche perchè costretti sotto minaccia di arma da fuoco carica). Presupponendo che si opti per la soluzione D, occorre munirsi di pazienza e afferrare il maleodorante fagotto di felicità prima [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;Ordine del Sole 2</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jarl</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[II Greenwood. Il sole allo zenit illuminava e riscaldava la valle di Zar, Gradel guardandosi alle spalle vide le bianche mura del castello di Krotz riflettere la luce solare. La primavera, che si era attardata ad arrivare, stava lasciando i primi segni sul terreno. Anche il Sole Velato, simbolo del malvagio, era alto nel cielo. Un enorme corpo celeste che contendeva al Sole il predominio dei cieli. Una gigantesca massa di roccia nera, contornata da una pallida corona di luminescenza viola, sembrava un astro in eclisse perenne, oscurato da un cancro nero che impediva alla sua luce di filtrare. Le sue fasi coincidevano con quelle del Sole; sorgevano e tramontavano nello stesso momento, come per fronteggiarsi ogni giorno rinnovando continuamente la lotta fra luce ed ombra. Così come non si poteva guardare il Sole senza restare abbagliati dalla sua dardeggiante luce, non si poteva fissare il suo oscuro avversario celeste senza rabbrividire e dover distogliere lo sguardo per paura che l’oscurità invadesse l’anima. Da sempre il suo potere oscuro alimentava il maligno in tutte le sue forme. Il cono d’ombra, che scagliava dall’alto del cielo, oscurava un intero continente chiamato Blackheart. Una terra aspra e impoverita dalla perenne penombra scagliata [...]]]></description>
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		<title>Verità nella Nebbia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 15:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jarl</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Racconto singolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa mi condusse su questa strada? Ora che sono qui, me lo domando spesso anch&#8217;io. Avevo tutto ciò che chiunque potesse desiderare, una corona sul capo, un reame intero ad obbedire alla mia parola, vino pregiato per dissetarmi, cibi paradisiaci per sfamarmi e ogni altro genere di delicate libagioni per deliziare anche i più fini palati. Qualsiasi cosa io desiderassi l&#8217;avevo o potevo averla dicendo soltanto una parola. I miei sensi erano appagati. In pochi anni ero arrivato ovunque manipolando, ingannando, ingraziandomi di volta in volta la parte vincitrice di un conflitto e ben attento a tirare i remi in barca quando le cose volgevano al peggio. Dalle mie dita migliaia di fili muovono burattini che non sanno di dover a me la loro posizione né immaginano che sono mie le scelte che prendono. Il mio giardino aveva lunghe e profonde radici e le spine dei miei fiori potevano colpire chiunque si parasse dinanzi a loro. Politica e intrigo.. magia e tradimenti&#8230; questo il mio pane, questa la mia vita. Una cosa soltanto, nonostante tutto, non era mai come io la desiderassi. Placare la sete di potere e dominio è tutt&#8217;altro che semplice e come un germe divora dall&#8217;interno giorno [...]]]></description>
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		<title>l&#8217;Ordine del Sole</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 10:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jarl</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[racconto a capitoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Era già passata la mezzanotte da molte ore, quando la porta cigolando si aprì e un fioco bagliore illuminò la stanza. La luce della candela, posata sullo scrittoio, rischiarò l&#8217;ambiente esiliando momentaneamente l&#8217;oscurità. Da un angolo rimasto inviolato dal chiarore, una figura incorporea scivolò lungo la parete ricoperta di scaffalature colme di libri andandosi a fermare dietro lo scrittoio. La presenza, con voce pacata ma decisa e sicura, si rivolse all&#8217;uomo che stava prendendo posto su di una poltrona al centro della stanza; &#8220;Mio signore, cosa desideri leggere questa sera?&#8221; L&#8217;uomo distratto per un attimo dai suoi pensieri, si voltò con il viso corrucciato e rispose distrattamente: &#8220;Nulla&#8230; grazie! Non penso che la lettura riuscirebbe a distrarmi.&#8221; &#8220;Cosa ti turba così tanto?&#8221; &#8220;Nulla&#8230; Nulla&#8230;&#8221; Le pause, che intercorrevano tra una risposta e l&#8217;altra, lasciavano credere che le domande dovessero attraversare parecchi ostacoli prima di essere recepite dalla mente dell&#8217;uomo. Il suo volto appariva turbato e le sue rughe, che lo ricoprivano già da molti anni, sembravano accentuate ed aggravate da questi suoi pensieri. Se non fosse stato per i movimenti delle sue dita che giocavano con i lunghi capelli bianchi, l&#8217;immobilità del suo corpo e la vacuità del suo sguardo, [...]]]></description>
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		<title>parte prima: il pilota</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 14:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jarl</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiunque, prima o poi, almeno una volta nella sua vita, magari lasciandosi trascinare dall&#8217;impeto del momento o perché vittima delle più sfortunate coincidenze, ha desiderato la morte di qualcuno. &#8230;ah, se mi ricapita fra le mani, lo uccido! &#8230;il prossimo che mi dice cosa devo fare, lo uccido! &#8230;se prendo quello che mi ha rigato la macchina, lo uccido! Parole forti, obiettivi chiari. Ci si perde in chiacchiere lasciando poi, giustamente, che la nostra parte razionale mitighi l&#8217;istinto, ci riporti alla ragione e freni i nostri impulsi. Leggi, moralità, senso civico, paletti che ci dovrebbero guidare e aiutarci a discernere il giusto dallo sbagliato&#8230; dicono. Eppure è così semplice, così immediata come associazione d&#8217;idee. Pensiero e azione. Io sono così. Lo sono diventato. Penso e agisco, non minaccio, non mi lascio frenare né dal raziocinio né dalle regole. Se voglio, uccido. Non lo faccio perché mi sento migliore o peggiore di altri. Non lo faccio per noia o per mettermi alla prova. Tanto meno mi sento un angelo della morte o un vendicatore di non si sa bene quale divinità&#8230; non credo nelle religioni. Lo faccio e basta. Quando qualcuno mi domanderà il perché, forse lo spiegherò anche se non [...]]]></description>
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