Un bollente weekend tra la neve (Pt. 3)

November 18, 2013

Provo qualcosa che non ho mai fatto prima e che penso di essere abbastanza inetto… Il sesso orale… Con le mani che spingono sulle cosce e l’Andrea che mi guarda con un espressione tipo “Che stai facendo?”, inizio un po’ intimidito. Inizio a leccare molto leggermente anche perché mi faceva un po’ ribrezzo, ma comunque ho deciso di provare lo stesso  perché si deve sempre seguire la regola, prima di dire che non ti piace almeno provalo. Comunque dopo l’inizio leggero e timido, inizio a prenderci gusto, perciò spingo la lingua più in profondità e la faccio muovere sempre più velocemente ed intensamente.
Il movimento iniziale che faccio con la lingua è tipo quello che si fa quando si lecca un gelato, in quel momento dò un occhiata all’Andrea ma non mi sembra che gradisca più di tanto, mi chiedo il perché… Subito dopo mi ricordo che tempo prima mi era capitato di leggere un articolo che  in riassunto diceva questo -il comune movimento della lingua nel caso del sesso orale è sempre quello di muoverla come per leccare il gelato ma non è affatto la più efficace per produrre piacere dell’altro sesso, la più idonea e piacevole è quella di muovere la lingua in modo differente, mi spiego meglio, immaginare di avere una tela e fare come i pittori moderni, ossia usare la lingua come un pennello e fare linee casuali, a zig zag, circolari, ecc… In modo da colorare tutta la tela.-
Così cambio modo di leccare e utilizzo quello appena descritto, e vedo subito un nettissimo miglioramento rispetto a prima; tanto che, non so se era così tanto vicina  alla fine od è stato super efficace, in neanche un minuto dall’inizio della nuova tecnica, l’Andrea inizia una serie di gemiti sempre più forti, fino ad arrivare a quasi un grido e poi inizia ad ansimare.
Completato il mio lavoro là sotto con successo ed avendo finito entrambi, risalgo verso il cuscino portandomi con me la coperta, caduta a terra. Ora siamo faccia a faccia, io molto stanco e lei sta ancora leggermente ansimando. Siamo entrambi un po’ sudati, quindi prima di andare a dormire una doccia ci sta. Ma prima, lei si avvicina e ci scambiamo un lungo bacio. Dopo di che dico “Michele aveva ragione!”, “Ragione su cosa?”, ” Ragione sul fatto che le notti in montagna sono magiche”, “Ahn.. Mmhhh.. Si ha ragione, ottima teoria haha”, “Comunque com’è stato il tutto?”, “Stupendo amore, mi sto chiedendo perché non l’abbiamo mai fatto prima?”, “Perché non ti sei mai sentita pronta! Ma va bene così, è così che deve essere”, “Vabbè vuol dire che recupereremo il tempo perso” (io) “E altra cosa, te l’aspettavi così?”, “Non so, magari me l’aspettavo peggio, più doloroso e fastidioso.. e sicuramente meno divertente ed eccitante. O forse, a dire il vero, non sapevo cosa aspettarmi… Boo. E tu te l’aspettavi così?”, “Beh più o meno si. Però le cose che mi hanno enormemente stupito sono stati i risultati ottenuti, che a mio parere sono stati ottimi, pensando che è anche la prima volta, non avrei mai immaginato”, “Che risultati?”, “Beh quello che mi ha stupito di più è stata la mia durata totale, non avrei mai immaginato di durare più di 5 minuti, quindi ottimo. Poi secondo mio parziale successo è stato quello di essere stato capace di farti venire, parziale perché ho dovuto implementare anche con azione ‘manuale e orale’ però dai bene”, “Io invece non ho risultati perché non avevo neanche degli obiettivi anzi mi ha sorpreso il fatto di aver fatto sesso questa sera. Perché si… ti ho portato in camera ma non ero al cento per cento sicura di volerlo fare, sapevo che mi sarei potuta bloccare sia nel momento di spogliarsi, sia in quello di iniziare… bloccarmi e sospendere tutto, ma con te, e per questo ti devo ringraziare, che mi parlavi, rassicuravi e consigliavi sono riuscita a superare le incertezze e poter andare avanti. Ora sono già meno timida in tutto, quindi per te le prossime volte sarà più semplice”, “Haha”, “e cercherò se possibile di fare qualcosa anche io, perché oltre a metterci la patata non ho fatto nient’altro”, “Haha, su su ognuno mette quello che può”, “… Ti amo”, “Io di più” e ci scambiamo un altro bacio.
Discutiamo ancora un po’ e poi decidiamo di farci la doccia, io vado per primo, lei dopo. Esco dal letto, mi dirigo a prendere il cambio e mi sento abbastanza osservato, ma non ci faccio caso. Entro in bagno, faccio la doccia, asciugo,  metto in pigiama ed esco. Appena esco la trovo già davanti alla porta con le sue cose in mano e si butta subito dentro per non farsi vedere troppo . Metto apposto il letto, mi ci butto dentro, aspetto lei che esca dal bagno ma mi addormento…
Apro gli occhi, vedo il soffitto della stanza illuminato . Andrea mi è sdraiata accanto, con un braccio appoggiato su di me, come per abbracciarmi. Mi riprendo un po’ dal sonno, mi giro verso di lei, lei sta ancora dormendo, e le accarezzo dolcemente i capelli. Si sveglia, apre leggermente gli occhi e le dico “Buon giorno amore”, “Buon giorno” mi fa un sorriso e mi bacia, “Come va? Tutto bene?”, “Si si tu?”, “Anche io” stiamo un po’ lì a riprenderci dal sonno, (io) “Ora ripensando a quello che abbiamo fatto ieri sera che cosa dici?”, “Dico che è stato fantastico… lo definirei come il più grande gesto di amore che mi hai mai dato”, “Uh davvero, che dolce amore. Lo rifaresti?”, “Certo altre mille volte, anche subito” allunga la mano e mi strizza il pacco, ma le tolgo la mano “Ora sarebbe meglio di no, devo ancora riprendermi da ieri… Comunque, altra domanda..”, “Dimmi..”, “Come mai ieri sera dopo che sei entrata in doccia tu, non ricordo più nulla”, “E’ perché ti sei addormentato”, “E non mi hai svegliato?”, “Dormivi così tranquillo che non ho avuto il coraggio di svegliarti, e mi sono appisolata accanto a te… ho sbagliato?”, “No no fatto bene, va bene così”, “Ok.. e che cosa avevamo deciso di fare questa mattina con gli altri?”, “Un attimo… Ahn si dobbiamo andare a pattinare”, “Uffi non mi piace pattinare, o meglio non sono capace”, “Come? La mia Andrea non sa pattinare?!?! Inconcepibile… Su su ti insegno io, sono bravissimo”, “Davvero? Bravo quanto un professionista?”, “No! Ma so andare avanti senza cadere e senza rimanere appoggiato al bordo”, “Haha, vabbè a me basta quello, o anche riuscire a non cadere”, “Già, comunque qualche caduta te la assicuro già da subito, quindi sei vuoi attutire la caduta imbottisciti il sedere, hehe”, “Vabbè la prenderò come consiglio”, “Ok dai, siamo già in ritardo per la colazione quindi è meglio cambiarsi e andare”.
Ci diamo un ultimo bacio ed usciamo dal letto, già che ci siamo sistemiamo il letto e iniziamo a cambiarci. Io come al solito finisco prima di lei, mi congedo, le ordino di darsi una mossa e parto per la cucina. Arrivo e trovo, Davide, Elena e Michele, mi accolgono con un bel “Buon giorno, vi siete finalmente svegliati dormiglioni… Dov’è Andrea?”, “È su, ancora in camera che si sta finendo di preparare… E la Anna?”, “Idem come la tua”, (Elena) “Manuel come mai ieri sera, avete fatto un sacco di casino? E perché Andrea continuava ad urlare”, io inizio ad arrossire così Michele mi arriva in soccorso “Elena non fare la ingenua, cosa pensi sia successo… L’hanno fatto… Fine”, “Si a questo c’ero arrivata, ma mi chiedo non potevate avere un po’ di contegno e fare più piano?! Che è successo?”, (Davide) “Hey, che impicciona che sei… Se vuoi sapere i particolari parla dopo con l’Andrea, che penso abbia meno problemi”, (io) “Anche subito se vuoi, intanto è in camera” e la Elena parte per andarci a parlare.
(Davide) “Scusami Manu per la Elena ma non sa mai tenere la bocca chiusa quando serve”, “Fa lo stesso non importa… Comunque se voi siete curiosi e avete domande da farmi fate pure che tanto gli unici problemi che ho per parlare di queste cose sono con le ragazze… Intanto io mi preparo la colazione” ed iniziano con le domande (riporto qualche domanda) “Com’è stato?”, “Bellissimo ma distruttivo”, “Su su che checca che sei”, “Eh non sono allenato… Dovrò tenermi di più in allenamento”… “Facci un sunto di quello che è successo”, “Tutto è iniziato sul divano del salotto dove lei mi ha caricato…”, (Michele) “Si avevo visto che smanettavate con le mani sotto le coperte… Eh furbi”, (io) “Approposito, anche voi vi stavate divertendo sotto le coperte ieri sera, vero?”, (Davide) “Beh mi sembra ovvio, cosa vuoi che rimanga un ora è mezza con le mani in mano e guardando un film noiosissimo? Così ho utilizzato il tempo a disposizione per divertirmi, ed è quello che è successo… Proprio bella serata”, (Michele) “Più o meno idem anche per me”, (io) “Beh, poi siamo andati in camera ci siamo spogliati a vicenda. Siamo entrati a letto, ma non era sicura nel voler cominciare perciò l’ho dovuta convincere io a ‘mano’ e poi abbiamo iniziato, con calma… molta calma…”, (Davide) “E com’è finita?”, (io) “Se mi lasci continuare ti racconto!!”. In quel momento in cucina entra la Anna “Buon giorno a tutti”, (tutti) “buon giorno”, evidentemente la Anna venendo verso la cucina aveva sentito i discorsi che stavamo facendo quindi mi chiede “Manuel che è successo ieri sera che ho sentito tutto quel casino provenire da camera tua?”, (io) “Uh pure tu!! Tutti impiccioni in questa casa… No dai scherzo, se raggiungi la Elena e l’Andrea in camera mia stanno proprio parlando di questo”, (Anna) “Ok grazie” e si dilegua. (io) “Dove mi ero fermato?.. Ahn si… Abbiamo fatto tutto con molta calma essendo la prima volta, niente di troppo complicato infatti stessa posizione tutto il tempo. Poi verso la fine ho accelerato il tutto. Infine io sono venuto mentre lei no, perciò ho dovuto portarla all’orgasmo a mano”, (Michele) “Su non ti deprimere può capitare”, (io) “Comunque prenderò questa cosa come sfida personale da superare”, (Davide) “Lo sappiamo tutti che le ragazze sono un po’ restie nel venire”, piccola risata generale.
(Ora lasciamo i ragazzi che continuano a discutere su quegli argomenti e passiamo ad osservare cosa si stanno raccontando le ragazze.)
Anche Andrea ha appena finito di raccontare come è andata in riassunto tutta la vicenda alla Elena e alla Anna, da poco arrivata. (Anna) “Come ti è sembrato il tutto? Che sensazioni hai provato?”, (Andrea) “E’ stato fantastico, bellissimo e un’altra infinità di termini…Beh ho provato principalmente piacere, tanto da bloccarmi la capacità di pensare lucidamente e muovermi liberamente, in pratica ha fatto tutto lui”, (Anna) “Non ti ha fatto male?”, (Andrea) “Oltre al fatto che Manuel è stato dolcissimo perché ha fatto tutto con calma, tranquillità, supportandomi moralmente nelle difficoltà, capendo i miei problemi e conoscendoli cercando di minimizzarli… per tutto questo è stato fantastico e impeccabile, ma tornando alla domanda, il dolore c’è stato solo leggermente all’inizio, ma poi piano piano è scomparso ed è stato sostituito totalmente dal piacere. Quindi non so se è stato il caso o Manuel o non so che altro ma è venuto così. Comunque mi aspettavo che la prima volta fosse molto, ma molto più doloroso tale da rovinarmi totalmente il momento ma invece no… ahhh che bello. Invece a voi due, com’è stata la prima volta?”, (Elena) “Io alla prima volta, Davide è stato un po’, come dire…, rustico, per non dire grezzo, e non è stata la cosa più bella che avessi voluto, non aveva tatto, dolcezza, non vedevo nemmeno amore in quello che faceva. Secondo me l’ha fatto solo per svuotarsi le palle, e io stupida che ho acconsentito a farlo. Quindi l’unica cosa che ho provato è stato il dolore, molto e intenso dolore. La prima volta mi è stata rovinata, poi a Davide ho voluto dare altre possibilità e già dalla seconda è abbastanza migliorato ed ho iniziato a provare con il passare delle volte sempre più piacere e meno dolore”, (Anna) “Questa cosa del più o meno dolore è soggettivo da ragazza a ragazza, c’è chi sente molto fin da subito, c’è chi non sente nulla. Nel mio caso, alla prima volta che l’ho fatto con Michele, ho sentito molto dolore, molto! Era molto intenso, sentivo solo quello e non vedevo l’ora che finisse, quindi per tutto il tempo ho urlato. Così dopo qualche minuto che avevamo iniziato Michele, forse per amore, forse per compassione, pietà o forse perché si era rotto a sentirmi urlare, ha deciso di finirla lì e riprovarci un’altra volta. Poi la seconda volta è arrivata, quella ha fatto già meno male e siamo riusciti ad andare fino in fondo. E così, sempre meno dolore, per le volte successive. E a mio parere Michele ci ha sempre messo amore in quello che faceva. Poi il primo orgasmo me l’ha fatto arrivare circa alla 7-8 volta che lo facevamo, si un po’ lentuccio ma dopo ha imparato la tecnica e ora non sbaglia una volta”, (Elena) “Bah invece Davide alcune volte cicca e mi lascia li con un orgasmo quasi completo, è bruttissimo quando fanno così. Sei stata fortunata che almeno Manuel ha avuto la volontà di portarti fino a alla fine, di solito non ne hanno”, (Andrea) “Già già. Comunque una cosa che mi ha dato parecchio noia è stata la posizione, per quanto potevo essere eccitata e in sovrappensiero stavo iniziando ad annoiarmi, la stessa identica posizione per tutto il tempo”, (Anna) “Dai non ti crucciare imparerà anche lui come tutti gli altri e scommetto sarà migliore di tutti gli altri visto che sa come parlarti e ascoltarti”, (Andrea) “Si dai speriamo… Speriamo poi anche che gli altri gli spieghino come si fa”, (Anna) “Però anche tu potresti fare qualcosa, non lasciare che faccia tutto lui abbi iniziativa, dagli una mano, consigli o cose così”, (Andrea) “Cosa mi consigliate di fare?”. La Anna e la Elena danno alcuni consigli su come comportarsi all’Andrea. Dopodiché l’Andrea dice “Non vedo l’ora di farlo ancora”, (Anna) “Hahaha, sta attenta, quando inizi non ne esci più”, (Elena) “Comunque ti consiglio di non asillarlo troppo perché può essere divertente quanto vuoi ma anche lui si stanca ed ha bisogno di tempo per riposarsi”, (Andrea) “Ah certo certo”. Le ragazze finiscono di chiacchierare e partono verso la cucina per fare colazione.
(Torniamo dai ragazzi) (Davide) “Ma in che posizioni l’avete fatto?”, (io) “Beh ovviamente la classica, io sopra e lei sotto… Ho deciso di far così per non darle fin da subito un brutto impatto con il sesso, una cosa semplice e tranquilla, che non le dia troppi problemi e così è stato”, (Davide) “Ma quindi hai usato un’unica posizione per tutto il tempo?”, (io) “Si… Comunque ad un certo punto mi è sembrato che si stesse annoiando… No che si era messa a sbadigliare… Comunque già dalla prossima volta devo cercare di cambiare strategia, devo trovare qualcosa che renda più movimentata la situazione… Ci devo pensare”, (Michele) “Beh se vuoi puoi fare così, prenderla da…”, lo interrompo (io) “Stop!! Ti ringrazio per gli aiuti e suggerimenti che avreste da dirmi ma preferirei rifletterci e trovare qualcosa da solo. A voi due qualcuno ha dato suggerimenti di questo tipo?”, (Davide) “No”, (Michele) “No, mi sono arrangiato”, (io) “Bene vorrei anch’io arrangiarmi da me”, (Michele) “Mi sembra giusto” ma in quel momento siamo staio interrotti, dall’arrivo delle ragazze, per prima sbuca la Elena, seguita dalle altre due ragazze, e lei dice “Ti sembra giusto cosa?” , (Davide) “Elena lascia stare, non ti riguarda”.
Andrea e la Anna le ultime a mancare, si preparano anche loro la colazione e si siedono a tavola con noi. Noto con dispiacere che dopo aver discusso buona parte della mattina di quell’unico argomento, ora che sono presenti sia i ragazzi che le ragazze l’argomento non venga ripreso da nessuno. Nemmeno io cerco d’iniziarlo, perché sono troppo timido, però se è così che deve andare lasciamo che vada avanti così. Discutiamo come se la sera prima non fosse successo nulla; discutiamo di varie cose tra cui “Che avevamo detto che si faceva questa mattina?”, (Michele) “Avevamo deciso di andarci a fare un giro al palaghiaccio, vi va ancora?”, (alcuni) “Certo!”, (Michele) “Bene allora andiamo a prepararci e fra tipo mezz’ora essere qua tutti giù pronti per partire”. Tutti lasciamo la cucina e ci dirigiamo verso le nostre camere.
Appena entrati in camera Andrea mi dice “Allora hai discusso con i tuoi amici di cosa è successo ieri sera?”, “Beh erano curiosi perciò gli ho spiegato come è andata”, “Gli hai detto tutto, tutto, tutto, tutto?”, “Ovvio, come hai fatto tu con le ragazze!”, “Beh si in effetti hai ragione, abbiamo fatto entrambi lo stesso sbaglio”, “Perché dici ‘sbaglio’?”, “Perché abbiamo sbagliato a raccontare perfettamente tutto di quel che è successo ieri sera ad altri. sarebbe stato meglio se l’avessimo tenuto come segreto fra noi due”, “A mio parere non abbiamo sbagliato, sappiamo entrambi che i segreti sono difficili da tenere segreti, perciò liberarci subito di questo peso, penso sia stata la cosa migliore. Prima o poi sarebbe uscito comunque, ed è meglio adesso, perché è una storia ancora calda e forse ci è servito per imprimerla ancora di più nella nostra memoria”, “Speriamo che hai ragione”, apro le braccia e dico “Su su vieni qua e fidati di me”, lei si avvicina e mi abbraccia. Poi dico “Mi domando, perché queste discussioni, molto spesso, avvengono separatamente nei due sessi, femmine con femmine, maschi con maschi, non si potrebbe discutere tutti insieme?”, “Mmhhh è come dire: dimmi com’è stato ieri sera? Cosa c’era che non andava? Come si potrebbe migliorare la prossima volta?”, “… Ok capito il problema, potrei non essere al cento per cento sincero riguardo questo discorso con te e ricevere consigli su come migliorare la volta successiva toglierebbe totalmente la sorpresa”, “Più o meno ci sei arrivato. Questo era per dirti che tra fidanzati non si può fare una discussione di gruppo, mentre un ragazzo o una ragazza può chiacchierare e chiedere consiglio all’altro sesso”, “Ok ora comprendo, grazie per la spiegazione”. Ci diamo un bacio ed iniziamo a prepararci e cambiarci con calma, avevamo tutto il tempo.
Finito ciò andiamo giù all’entrata. Non è ancora arrivato nessuno, ma poco dopo arrivano le altre coppie. Allora partiamo con le solite due auto per andare a questo palaghiaccio. Dopo una mezz’oretta di strada arriviamo, entriamo e notiamo che c’è veramente poca gente. Andrea “Meglio così, meno persone vedranno le nostre figuracce”. Prendiamo i pattini. Lo spogliatoio per le femmine è separato da quello dei maschi, quindi ci separiamo ed andiamo nei nostri spogliatoi.
Entro con Davide e Michele nel nostro e mentre ci mettiamo i pattini mi sorge una domanda “Ma voi due ieri sera avete fatto qualcosa, con le vostre ragazze?”, (Davide) “Io non ho fatto quasi nulla, dopo che ve ne siete andati mi sono stufato e sono caduto nel sonno. Intanto la Elena è rimasta tutto il tempo sveglia a vedere la tv, le piaceva molto il film.a”, (io) “Ma andare a letto no?!?!”, (Davide) “Ma secondo te vado a letto, quando sono disteso nella migliore e più comoda posizione al mondo e per di più al caldo. Comunque finito il film la Elena mi ha trascinato a letto e lì sono ricaduto immediatamente nel sonno”, (Michele) “Mentre io come te mi sono abbastanza divertito con la Anna sul divano, quando ti ho visto partire ho preso anche io il momento per andarmene in camera, che intanto sia a me che alla Anna il film annoiava. Io ero tutto pieno di speranza di poter fare anche quella sera del sano e buon sesso ma giunti in camera la Anna si è buttata a letto e si è addormentata, il film l’aveva distrutta mentalmente e a quanto pare anche fisicamente. Mentre io sono rimasto lì con la voglia, mi sono fatto una doccia e poi mi sono buttato a letto”, (Io) “Ahn quindi l’unico ad essersi divertito ieri sera sono stato io hehe”, (Davide) “Non vantarti tanto sai!”.
Finiamo di metterci i pattini ed usciamo dallo spogliatoio quasi in contemporanea con le ragazze, ci avviciniamo un po’ goffamente alla pista e ancora più goffamente pattiniamo. Nessuno di noi è molto bravo, rimaniamo a coppie e la sfida è cercare di cadere il minor numero di volte possibile. Andrea non parte molto bene fin da subito, il primo metro che fa sul ghiaccio scivola e trascina dietro pure me ci rialziamo entrambi con fatica “Andrea tutto bene?”, “Ahia… Si e forse l’imbottitura al sedere che mi avevi detto non sarebbe stata male”, “Haha. Comunque se oggi vogliamo farti imparare almeno un po’ a pattinare è meglio che iniziamo con le basi. Ora attaccati al bordo e cerca di andare avanti”. Si attacca al bordo e cerca di andare avanti ma senza successo “Se per andare avanti imiti la normale camminata, sulla terra ferma, non ti muoverai mai, osserva gli altri come fanno… Vedi che tengono i piedi a V e spingono in fuori”, “E’ un movimento un po’ innaturale”, “Diventerà naturale quando avrai un po’ più di esperienza e visto che è anche l’unico modo che ti consente di andare avanti… Ora provaci”, “Ok”. Inizia a muovere i piedi come le ho detto e comincia a muoversi (Andrea) “E’ difficile”, “Quando affinerai la tecnica diventerà sempre più facile, comunque su continua che stai andando bene”. Andrea continua ad esercitarsi, io le sto accanto ed intanto osservo gli altri, che anche loro si fanno ogni tanto i voli a terra.
Finalmente dopo moltissimo tempo riusciamo a fare un giro completo, “Bene ora hai fatto un giro attaccata al bordo, ti va ora di provare a fare un giro attaccata a me, si la cosa diventerà più difficile ed instabile e molto probabilmente ci faremo qualche volo”, “Ok dai, non mi sento pronta al massimo ma proviamoci”. Si distacca dal bordo e si aggrappa a me, siamo molto instabili ma almeno un metro riusciamo a farlo prima di cadere rovinosamente a terra. Ci alziamo e con molta calma ci riproviamo riusciamo a fare un po’ più di strada ma siamo nuovamente a terra ci rialziamo. “Andrea ho un piano, puoi attaccarti al bordo un attimo, vado un secondo”, “Che piano? Vai dove?”, ormai sono partito e non le rispondo.
Mi dirigo verso Michele e la Anna, che stanno viaggiando assieme. Mi avvicino e li fermò, “Anna non è che potrei rubarti Michele qualche minuto. Visto che è colui che sa pattinare meglio mi sarebbe di grande aiuto per insegnare ad Andrea”, (Anna) “Si si portatelo via pure io vado a riposarmi un po’ sono veramente stanca”, (Michele) “Vabbene, andiamo?”, (Io) “Andiamo”. Ci dirigiamo verso Andrea e intanto gli spiego come dobbiamo fare, io da una parte e lui dall’altra è cercheremo di tenerla su, via via sempre meno fino a che non andrà avanti da sola. Andrea che mi vede tornare con Michele .
Arrivo con Michele dell’Andrea “Bene eccoci qua, Andrea tu fai come prima magari cercando di non cadere e tu Michele sostienila da destra, io prendo la sinistra”. Ci mettiamo in posizione e partiamo, Andrea se la cava già molto meglio con due che la sostegno, riusciamo a fare mezzo giro della pista quando Andrea si bilancia dalla parte di Michele e cadono e siccome ero attaccato, pure io vengo trascinato a terra. Ci rialziamo e riproviamo, ad ogni giro io e Michele diminuiamo l’aiuto che le diamo, sostenendola sempre meno, arriviamo al quarto giro consecutivo senza cadere ed oramai non la stiamo più sostenendo ma solo tenendo per mano. Durante l’ultimo giro, do un’occhiata fuori dalla pista e vedo la Anna che ci sta guardando con uno sguardo un po’ annoiato. Così ci fermiamo e dico a Michele “Dai Mike ora penso di farcela da solo grazie per l’aiuto, ora torna dalla tua ragazza che oramai si sta per addormentare”, “Ok vado a svegliarla” e parte verso la Anna. “Brava Andrea ora sai pattinare, basta solo allenarsi ancora è siamo apposto, ti va di fare qualche altro giro”, “Certo!” ci prendiamo per mano e partiamo, (lei) “Comunque era proprio vero quando impari a pattinare ti diverti”, “Si in fondo come tutto”.
Ci facciamo qualche altro giro continuando a chiacchierare, dopo mi pone una domanda “Pattinando sai fare qualcos’altro oltre che fare i giri per la pista andando dritto?”, “Ti ricordo che il tuo amore è un professionista!! So fare anche un’altra cosa ma neanche tanto bene, ossia so girarmi ed andare all’indietro ma solo in modo rettilineo, se provo a fare una curva cado”, “Beh allora fammi vedere campione e nel caso me la insegni”, “Prima vediamo se ce la faccio”. Arriviamo nella parte dove la pista è più rettilinea allora accelero un po’ ed di scatto mi giro, fortunatamente rimango in piedi, faccio alcune decine di metri andando all’indietro. Quando inizio a rallentare mi rigiro di scatto, ma nel girarmi faccio qualcosa in modo sbagliato e cado a terra. Così l’Andrea viene verso di me e mi passa per la mente , infatti a qualche metro da me lei grida “Aiuto non so come fermarmi, come si fa!!!” ma ormai inciampa su di me e mi cade addosso. “Tutto bene? Si scusa errore mio, mi sono dimenticato di insegnarti come ci si ferma”, “Si è meglio che me lo insegni, che fermarsi così non è il massimo” ci rialziamo e ripartiamo. Ed in un paio di giri di pista le faccio imparare anche come ci si ferma.
Dopodiché ci riuniamo con gli altri e decidiamo di fare una pausa. Andiamo al bar del palaghiaccio dove ci riposiamo, rilassiamo, beviamo qualcosa e chiacchieriamo, ci stiamo tutti divertendo ed è questo quello che conta. Stancati di stare al bar notiamo che manca ancora un’oretta a mezzogiorno (l’ora a cui avevamo deciso di partire), perciò io e Andrea decidiamo di stare ancora al palaghiaccio, scelta totalmente sua visto che le piaceva così tanto che non voleva più andarsene. Come noi fanno anche Michele e la Anna, mentre Davide e la Elena decidono di andarsi a fare un giro li fuori dal palaghiaccio e prima che se ne vanno lì raccomandiamo di essere puntuali per la partenza… partono. Noi ci dirigiamo in pista e con il tempo che ci rimane cerco di insegnare all’Andrea la tecnica per girarsi e pattinare all’indietro, come prima voleva. Facciamo moltissimi tentativi ma sono tutti senza successo, così decidiamo di pattinare normalmente è basta.
Passa circa l’oretta che ci avevamo dato, dopodiché usciamo dalla pista ed andiamo a toglierci i pattini. Io è Michele usciamo dal nostro spogliatoio, e cerano già l’Andrea e la Anna ad aspettarci, consegnamo i pattini. Ci aspettavamo che Davide e la Elena fossero all’interno palaghiaccio all’ora in cui ci eravamo detti di partire, ma non li vediamo, decidiamo di aspettarli qualche minuto dopo mezzogiorno sperando che fossero un po’ in ritardo, ma nulla. Usciamo dal palaghiaccio, ci dirigiamo verso il parcheggio, notiamo che l’auto di Davide non c’è. (io) “Ma dove sono andati?”, Michele “Proviamo a chiamarli”. Michele cerca di contattare Davide ma non c’è segnale. Siamo seccati e preoccupati, non sappiamo se è andato a farsi un giro al paese, se è andato a casa o qualunque altra cosa. Stiamo lì fino a che la Anna non nota sul parabrezza dell’auto di Michele un bigliettino, è di Davide e c’è scritto io “Ma perché non sono venuti a dircelo a voce?”, Michele “Dai sai com’è fatto Davide, su dai saliamo in auto ed andiamo alla baita”. Saliamo e partiamo, ma mi sorgono delle domande “Come fa ad entrare in baita senza chiavi?… Come si ricorda tutta la strada per arrivare fino a qui?”, Michele “Non lo so nemmeno io, lo scopriremo tra poco”. Arriviamo alla baita e troviamo l’auto di Davide parcheggiata davanti, è vuota, parcheggiamo e scendiamo dalla nostra. La porta della baita è chiusa, l’apriamo con la chiave, entriamo e li troviamo in cucina…
(Fine terza parte)

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