Un bollente weekend tra la neve (Pt. 2)

November 17, 2013

Finisco la doccia, mi asciugo, esco dal bagno e lei è sotto le coperte , mi metto il pigiama. Prima di infilarmi dentro al letto decido di impostare la sveglia del telefono dopo un ora, così da andare ad aiutare gli altri con la cena. Poso il telefono, alzo un lembo della coperta e la vedo li bella, ma addormentata così con la più silenziosa silenzitudine e calma, mi infilo pure io sotto le coperte. Nel letto si stava effettivamente molto bene, il caldo ideale, poi sono super rilassato a causa della doccia e la fine è stata inevitabile, sono caduto pure io nel grande e profondo mondo del sonno e dei sogni, in un tempo assai breve.
Sento il suono di una suoneria, mista a vibrazione, capisco immediatamente. Apro un occhio per osservare Andrea e dirle che dovevamo andare giù. Ma a mia brutta sorpresa davanti a me non vedo nessuno con molta fatica mi riprendo dal sonno, mi alzo e vado a controllare in bagno, busso, apro la porta e non c’è. Forse è andata giù, allora mi cambio di veste, rifaccio il letto e vado giù.
Sento un gran casino di pentole e altre cose per la cucina, entro in cucina, vedo Andrea, Anna e Elena, dico “Hey ragazze, che si cucina di buono?”, Andrea “Ben svegliato caro, non penso che ti sei arrabbiato se abbiamo iniziato senza di te e ti ho lasciato dormire”, io “hehe no affatto”, Anna “Se ti consola anche gli altri due stanno ancora dormendo”, Elena “Comunque stiamo preparando spaghetti alla carbonara e polpette”, io “Mmhh buonooo, brave brave, fra quanto sarà pronto?”, Elena “Più o meno fra 10 minuti”, io “Ok perfetto, preparo la tavola e poi vado a chiamare gli altri due dormiglioni”. Come detto preparo la tavola e mentre la sto preparando arriva Michele. La cena è quasi pronta, allora io e Michele decidiamo di andare dall’ultimo dormiglione e buttarlo , letteralmente, giù dal letto e gli diciamo di muovere il culo che è quasi pronto.
Torniamo giù, seguiti poco dopo da Davide super arrabbiato, per lo scherzo di cattivo gusto, ma troppo assonnato per dirci su, quindi la facciamo franca. Ci sediamo a tavola, mangiamo, beviamo e chiacchieriamo. Argomento (come al solito) che si farà domani? Proposte fatte e accettate: mattina si va alla pista di pattinaggio; nel tardo pomeriggio e sera in giro per il bello e piccolo paesino li vicino.
Finiamo di mangiare, andiamo tutti in salotto a guardarci un po di televisione, visto che nessuno aveva molto sonno (avevamo dormito tutti abbastanza prima di cenare). In salotto ci sono 3 divani distaccati e disposti a U verso la televisione. Ogni coppia si prende un divano, a me e Andrea tocca quello alla destra della Tv, quindi non molto comodo per guardare la Tv, ma comodo per altre cose. Per ogni divano è consegnata una grande coperta. Io sono seduto semi-sdraiato e buttato contro un lato del divano, Andrea è nella stessa posizione solo che è buttata contro di me, così faccio passare il mio braccio dietro di lei. Mentre gli altri erano sdraiati o seduti.
Dopo un po’ di Tv, mi iniziò ad annoiare e devo cercare altra fonte di divertimento. Quale fonte migliore se non la mia cara Andrea. Inizio ad accarezzarle i capelli, sono morbidi, faccio scendere la mano giù, passando sulla spalla, sul braccio, sul gomito, fa un piccolo saltino e atterra sul fianco. Successivamente la faccio insidiare sotto i vestiti, passo sotto alla maglia, faccio uscire il bordo  della canottiera dai pantaloni, così ho l’accesso al contatto diretto con la pancia, è calda, un toccasana per la mia fredda mano. Ha un piccolo tremolio causato dal freddo della mano ma non dice nulla. Quando la mano si scalda un pochino, inizio ad accarezzarle la pancia . Le accarezzo la pancia ma non so se continuare con il piano che ho in mente oppure stare lì e non andare avanti. Per il momento sto lì in attesa.
Ad un tratto sento qualcosa di freddo che mi prende la mano… è la sua mano, è fredda così la afferro meglio con la mia e cerco di scaldargliela. Nel mentre do un’occhiata agli altri sono tutti apparentemente interessati a guardare la Tv, ma .
Sto osservando gli altri e, ad un certo punto, sento che la mia mano sotto i suoi vestiti viene trascinata verso la parte alta del suo corpo, la sua mano stava trascinando la mia. Evidentemente Andrea aveva preso la decisione per me e prima di me su cosa fare in quel momento. Io senza oppormi decido di acconsentire la sua volontà. Mi fa fermare appena prima di salire sul seno, mi lascia la mano, si sposta il reggiseno, mi riprende la mano e me la appoggia delicatamente sul seno. decido di fare la cosa più semplice che posso fare questo momento, la bacio. Dopo che mi posa la mano, leva da sotto i vestiti la sua mano, con quel gesto sembra che mi voglia dire -Bene ora io ti ho dato l’inizio che non avevi il coraggio di fare ora è il tuo turno, continua…-. Perciò, come sua volontà, inizio, le massaggio, accarezzo, strizzo o semplicemente mi riposo sopra il suo seno, che bello è morbido.
Sto andando avanti da un po’ quando sento che la sua mano si appoggia sopra la mia pancia e piano piano inizia a scendere, passa sopra la cintura dei pantaloni, arriva sul cavallo degli stessi e me lo stringe con forza. Subito dopo si alza, mi si avvicina con la bocca all’orecchio e mi dice sottovoce “Amore… Ho un po’ di voglia…”, questa volta entra nei pantaloni e lo stringe ancora più forte , lei sempre sottovoce “… Andiamo a letto?”, le faccio segno di si con la testa, sorridendo. Lei si ridistende, intanto la mia mano sotto i vestiti smette di “lavorare”, rimettere a posto il reggiseno ed esce da sotto i vestiti. Spingo un po’ Andrea per suggerirle di sollevarsi, così che posso mettermi in piedi. Così lei fa, ci alziamo e dico agli altri “Beh noi due andiamo a letto… sißamo stanchi, buona serata e buona notte”, Andrea “Notte notte”, in quel momento si alza anche Michele con la Anna e dice “Anche noi siamo stanchi, quindi andiamo anche noi, beh Davide se vuoi restare qui fai pure, buona serata e buona notte”.
Ci dirigiamo tutti e quattro verso le nostre camere lasciando Davide e la Elena, in salotto. Sul corridoio che collegava le camere, ci dividiamo, ci diamo le ultime “buone notti” e ognuno in camera propria. Appena divisi dagli altri Andrea inizia a trascinarmi con velocità e forza verso la nostra camera. Apre la porta della camera, mi tira e lancia dentro, chiude la porta dietro di se, io sono in attesa e in silenzio al centro della stanza , mi si avvicina e mi da un lungo bacio. Dopo di che si allontana… siamo uno davanti all’altro, la vedo un po’ tentennare così decido di andarle in aiuto, dico “Hey, sicura che ti va ancora di farlo?”, “Si si ma….”, “Ok va tutto bene… Ti vedo un po’ incerta su cosa fare, beh ti capisco perché sono nella tua stessa situazione, quindi cerchiamo di uscirne insieme, ok?”, “Ok, allora che facciamo?”, “…Qual’è una delle prime cose fondamentali da fare prima di fare l’amore”, “Non so…”, “Andrea! Su dai calmati, guardami interamente e pensaci”, “Mmh… Forse spogliarsi?!?!”, “Anche senza il forse… ora il problema che mi sorge è come ci spogliamo?”, “In che senso?”, ” In questa situazione vedo due modi per svestirsi: primo ognuno si spoglia per se; secondo l’uno spoglia l’altro”, “Tu quale vuoi fare? Lascio a te la scelta”, “Mi piacerebbe il secondo”, “Ok va bene… ma chi viene spogliato per primo?”, “Suggerirei io, così rimani meno tempo nuda visto che anche ti vergogni”, “Ok, allora inizio…”, “Hey Andrea, su sta calma andiamo con i tuoi tempi”, “Ok, grazie “.
Mi si avvicina, mi da un bacio e durante il bacio lei mi tira giù la zip della maglia mentre io mi tolgo le scarpe sfilandole con i piedi, poi toglie la maglia. Dopo di che mi slega la cintura e la sfila. Smette di baciarmi, passa con un altra manata sopra il cavallo dei pantaloni, stacca il primo bottone, tira giù la zip e si abbassa per poter sfilare i pantaloni, e in fretta si rimette in piedi e toglie la canottiera. Rimango in mutande, ma comunque non sento freddo perché l’aria è “calda” e poi perché mi scalda l’idea di quello che sta per accadere. E’ molto indecisa nell’ultima fase, così dico “Ok… Lasciamo stare l’intimo per ora, ci pensiamo alla fine”, “Ok ok”, “Quindi è il mio turno?!”, “Si, vai pure”.
Inizio allo stesso suo modo, la bacio ma mi devo subito staccare perché ha una felpa, gliela tolgo, poi mi abbasso e levo le scarpe, tolgo la serie di bottoni dei pantaloni ed infine li sfilò. Rimane solamente la canottiera che con semplicità levo. Dopodiché mi allontano, io per osservarla completamente, lei solo per arrossire. Dico “Eccoci siamo rimasti in intimo, dobbiamo levare pure quello”, “Già chi inizia?”, “Siccome ti vedo intimidita, direi che inizio io”, “Ok vai”, “Iniziamo con mutande o reggiseno?”, “… reggiseno”, “Ok come vuoi tu amore, però ti chiedo il piacere di voltarti”. Lei si gira, mi avvicino le do un bacio sul collo, poi prendo i gancetti e cerco di slacciarli, incredibilmente ce la faccio in pochissimo tempo, faccio scivolare le spalline verso l’esterno, il reggiseno precipita e cade ai suoi piedi. Non si muoveva sembra di ghiaccio, mi preoccupo e dico “Tutto ok?”, “Si… Continua”. Questa volta non le chiedo di girarsi, le giro io intorno con calma, lei appena mi vede con la coda dell’occhio si scioglie e si copre le nudità con le mani, decido di lasciarla fare (per ora), mi fermo davanti a lei, scendo con calma e mi fermo quando sono proprio davanti alle mutandine. Noto che mi osserva dall’alto, alzo la testa e le sorrido, subito dopo si rimette ad osservare il vuoto dritto a se. Ritorno a quello che stavo facendo. Allungo le mani verso i lati delle mutande, li afferro e con calma, gustandomi la scena, li tiro in giù. Riesco a toglierle le mutande ma decido di non toccare o fare altro, se non alzarmi e distanziarmi un po’, appena mi stacco lei si copre tutte le nudità. Sto un po’ in silenzio per aspettare qualcosa da lei, poi dice “E’ il mio turno?”, “Esatto… Vai quando ti senti pronta”. Aspetto un po’ ma non la vedo ancora pronta o con volontà di agire, solamente lì ferma a fissarmi quindi decido di aiutarla “Non ti vedo ancora molto intenzionata… Vuoi che faccio da solo?” alcuni attimi di silenzio “Mh no!!… Devo farcela da sola… Devo sbloccarmi” prende un respiro, smette di coprirsi, mi si avvicina ben determinata, si ferma, mi guarda negli occhi e scende molto lentamente. Come ho fatto io anche lei prende le mie mutande dai lati, ma al contrario, le toglie molto velocemente, si rialza in fretta, si allontana e si ricopre nuovamente. mi avvicino e l’abbraccio, lei si continua a corprire. Dico “Sei coraggiosa?”, “Mh si”, “Non ne avevo dubbi, allora smettila di coprirti e abbracciami” così si scopre e mi abbraccia stiamo un po’ li, poi mi distacco e lei non si copre più, perciò dico “Ecco la mia cara Andrea, bellissima e coraggiosa, ti amo”, “Anche io ti amo”.
Siamo entrambi nudi e lei ha già meno vergogna. Le prendo la mano e ci dirigiamo verso il letto. Alzo le coperte, lei si infila sotto per prima e poi entro io, sotto le coperte si sta bene perché il letto è caldo. Lei è distesa piuttosto lontano da me perciò dico “Su avvicinati”, si avvicina e mi abbraccia, faccio lo stesso. Intanto penso . Comunque stiamo lì abbracciati per un po’ e ne lei, ne io parliamo. Ma mi sorgono alcune domande “Hey amore”, “Mh?”, “Sicura che vuoi ancora farlo? Se vuoi possiamo lasciar perdere”, dopo alcuni secondi di silenzio mescolati a riflessione “Si sono sicura, voglio farlo sta sera è solo che…”, fa una lunga pausa di riflessione ma intervengo “Ok ho capito non c’è bisogno di altre spiegazioni… Dimmi solo quando sei pronta per iniziare…” so che ci vorrà molto tempo quindi sto in silenzio ed aspetto. ma non mi viene in mente niente di adatto per la situazione da dire tutto quello che riesco a dire è “Tutto ok?”, “Si… Più o meno…”, “Riesci a spiegarmi”, “Sono confusa a combattuta allo stesso tempo, cioè una parte di me mi dice ‘vai è la volta buona’ mentre l’altra mi dice ‘lasciare stare’ “, “Segui il tuo istinto e la parte più dominante delle due”, “E’ questo il problema, non so quale delle due parti ascoltate perché mi sembrano equivalenti…”, “Ok ho un piano, ti fidi di me?”, “Certo amore”. La mia mano più libera che è dietro alla sua schiena (perché siamo ancora abbracciati) scivola verso il basso fino ad arrivare sul sedere, da una strizzata intensa, poi continua il suo viaggio scavalcando la coscia, fermandosi sulla vagina e inizio a masturbarla . Inizio e poco dopo fa un sussulto , continuo e lei mi sembra sempre più eccitata, infine mi dice “Se questo è il tuo piano mi sa che ci toccherà farlo”, “Questo è il tuo modo per dirmi che possiamo iniziare?”, “Il tuo piano ha funzionato molto bene… Bravo amore!!! Comunque si ora possiamo iniziare”, “Qualche suggerimento da darmi prima di iniziare?”, “Fai piano”, “Certo amore questo era ovvio”.
Le do un bacio e mi distacco dall’abbraccio, mi posiziono in un modo che mi sembra abbastanza adeguato per iniziare, lei sdraiata sul letto e io semi-sdraiato sopra di lei (“semi” perché non sono proprio buttato a peso morto ma sono un po’ sollevato), in questi attimi prometto che dovrò ricordare questa scena, questo momento per il resto della mia vita. Me lo prendo in mano così da almeno centrare l’inizio, prima di iniziare la penetrazione le chiedo “Vado?”, lei con gli occhi fortemente chiusi e tutta tesa che sembra una corda di violino mi dice “Vai”, “Hey Andrea, guardami… Su non essere tesa, agitata o altro, cerca di rilassarti e goderti questo momento, se poi stai in questa condizione rischi di fare male pure a me…”, “Davvero?”, “Si”, “Ok…. cerco di rilassarmi dammi un minuto..” fa una serie di profondi respiri ad occhi chiusi dopo di che riapre gli occhi, e mi sembra già più rilassata, mi sorride e mi dice “Ok puoi andare”, “Ti amo”, “Anch’io ti amo”. Appoggio, dando un aiuto con la mano, la testa del pene sull’entrata della vagina e poi inizio a spingere leggermente di bacino con intensità a mano a mano crescente e quanto più spingo, quanto più noto in Andrea il fastidio che le dà il gesto; il fastidio lo noto perché tiene gli occhi chiusi e ogni attimo che passa e che spingo li chiude sempre più forte, ma so che è una reazione normale quindi vado avanti, con calma, per la mia strada. Continuo a spingere piano piano fino a che penetro di colpo la vulva e l’Andrea tira un gemito, che sembra, di dolore so che è abbastanza normale ma io comunque immediatamente mi preoccupo e lo tiro fuori subito, dico “Tutto bene?”, “Si, non potrebbe andare meglio, tu ricomincia vai con calma e non badare a me”, “Ok, come vuoi vado!!”. Lo riprendo e lo rimetto all’entrata, inizio a spingere con calma e quasi immediatamente penetro senza difficoltà, Andrea fa nuovamente un gemito come prima ma meno intenso, ma come su ordine non mi scompiglio e continuo per la mia strada, muovendo lentamente su e giù il bacino.
Noto che le piace molto quindi continuiamo . Continuo con lo stesso movimento e alla stessa velocità, Andrea intanto è ancora sotto i colpi dell’eccitazione mista a dolore, non ha ancora detto una parola concreta, solo gemiti sempre di bassa intensità. mentre sto facendo il movimento di bacino sono con entrambe le braccia spinte sul letto, ne sollevo una cercando di restare in equilibrio con la restante, è difficile ma ce la faccio e resisto. Con la mano che ho sollevato arrivo su una sua tetta ed inizio a stimolare, massaggiare e strizzare la stessa. Questa azione non ha l’effetto desiderato, i sui gemiti sono un po’ aumentati di intensità ma per me sempre troppo bassi. (Tanto per precisare ormai la coperta non c’era più, era in fondo al letto che copriva solamente i piedi) la mia mano che stava lavorando sul seno si ferma, si toglie e torna ad aiutare l’altro braccio al sollevamento del corpo. Mi metto con entrambi i gomiti puntati sul letto così ho  entrambe le mani libere di muoversi per il suo corpo. Con le mani mi metto a massaggiare e strizzare entrambe le tette, come fatto con l’altra. “Hey Andrea… Come va?”, “(ansimando)Ben…issimo”, “Sei così tanto eccitata?”, “Si!!! E’ solo che non sono assolutamente abituata… Tu tutto ok?”, “Si si, anche io benissimo”, “Ok va avanti così che stai andando benissimo”, “Certo” (sono circa a metà dal venire) per trovare qualcosa di bello da fare smetto di stuzzicarle il seno e mi alzo con le braccia: uno per dare un’altra occhiata al suo bellissimo corpo e due per trovare qualche punto sensibile da usare.
Intanto la velocità del bacino è rimasta costante per tutto il tempo, non oso velocizzare se non me lo chiede lei. Sono in alto ed osservo vigile come un falco ogni curva del suo corpo per cercare, capire o magari ricordare qualche punto sensibile nel suo corpo. Ad un certo punto noto una piccolissima differenza nel suo corpo, che sembrerebbe insignificante ma dentro di me ha fatto immediatamente attivare il ricordo che quello è un ottimo punto molto sensibile, . Ho notato che dopo il massaggio che le ho fatto al seno, i capezzoli si sono irti, in pratica si sono induriti, ed è questo piccolo particolare che mi ha fatto ricordare che i capezzoli sono molto sensibili. Perciò mi ridistendo sopra di lei, nuovamente allungo le mani sopra il suo seno, ma questa volta con un fine ben specifico, istigarle i capezzoli. Iniziai prendendoli tra due dita e strofinandoli, schiacciandoli, pizzicandoli, massaggiandoli; dopo poco l’inizio di questo trattamento noto che già faceva il suo effetto, le piace un sacco le mani stanno lavorando da un po, mentre la parte bassa del mio corpo è occupata con il solito lavoro , la parte alta, ossia la testa, non ha fatto un granché perciò decido di farle fare qualcosa che mi fa tornare bambino, mi avvicino con la bocca al seno e inizio a baciarlo e mordicchiarlo, su tutto il seno. Poi mi concentro di più sulla parte sensibile, inizio a mordicchiare, sempre con leggerezza, e anche succhiare i capezzoli. Quest’ultima operazione sembra avere un buonissimo effetto tanto che Andrea lancia un alto gemito di piacere.
Continuo per un po’, quando sento le sue mani che si appoggiano sulla mia testa, buon segno. Visto che fino a quel momento sembrava che non riuscisse a muovere le braccia, distese tutto il tempo verso l’esterno del letto, ho pensato che non le muoveva a causa del fatto che non era neanch’ora abituata. Ma ora riesce a muoverle quindi penso che si sia sbloccata. Mi abbraccia su collo e mi stringe a se contro una tetta dopo rilascia la presa e mi fa capire di alzarmi per andare in un faccia a faccia. La vedo è felice, godente, bellissima e soprattutto controllata (ha preso più o meno il controllo del suo corpo). Le chiedo “Va tutto bene?, “Sta zitto, vieni qui e baciami”, senza che lo ripeta due volte, mi ci lancio ed iniziamo a baciarci. Io con le mani posso farci ben poco se non cercare di abbracciarla e stringerla a me, mentre lei con entrambe le mani e braccia ben libere, decide inizialmente di strizzarmi il sedere e poi non so… Come se stesse cercando di farsi le unghie sulla mia schiena, non sento dolore non so se è per l’eccitazione o per altro, so solo che è un bel gesto che mi piace molto. Dopo di che smette di “graffiarmi” e baciami, sembra che sia entrata in una fase critica, mi spinge un po’ lontano da se facendomi sollevare, lancia un intenso grido, le chiedo “Cosa c’è? Tutto bene?”, “Si si… Riusciresti ad aumentare la velocità?!?!”, “Certamente come vuoi” .
Rispetto l’ordine e accelero sempre di più la velocità del bacino, in modo crescente e continuo. Ora però sorge il problema di quando fermare l’aumentare della velocità non so se decidere io quando fermarla o aspettare una sua parola, un suo segno. Non faccio neanche in tempo a decidere cosa fare che lei lancia un altro mezzo grido e lì decido che quella poteva essere una velocità buona e la mantengo. In quel momento le mani non stavano facendo nulla, le mie appoggiate sul letto per sostenermi, le sue nuovamente irrigidite contro il corpo, in pratica stavamo solamente facendo del semplice e puro sesso. Io ero abbastanza vicino dal venire e questo aumento di velocità non giova alla mia durata . Io continuo senza problemi mentre lei si contorce e tira urletti di piacere. Comunque voglio informarla della situazione “Non vorrei allarmarti ma solo informarti che io sono quasi vicino al capolinea… non resisterò per molto altro tempo. Tu come sei messa?”, “Anche io più o meno, sono alla fine, tu continua così e resisti il più possibile.. (altro gemito) stai andando benissimo. Bellooo!!”. Come consigliato continuo imperterrito, ma la fine si avvicina lenta e inesorabile, sempre più vicina, cerco di resistere il più possibile ma arrivo alla fine. Non riesco più a trattenere, urlo “Non ce la faccio più… Vengo!!!”, “Resisti! Resisti ancora un po’” ma nel preciso momento in cui lei pronuncia quelle parole, io smetto di trattenere e vengo. Smetto quindi di muovere il bacino perché non ha più senso continuare. Ora che sono fermo riesco a sentire… Il pene mi fa male, però è sopportabile e solo ora mi accorgo di quanto è caldo e umido il posto in cui si trova , ansimo per la stanchezza. Ora che Andrea mi vede fermo mi dice “Non riesci a continuare un altro po? Sono così vicina all’orgasmo, non voglio che sia stato invano lo sforzo che hai fatto per portarmi a questo punto. E poi voglio provarne anch’io quella sensazione”, “No mi dispiace non ce la faccio più (e mi mollo sopra di lei, ricadendo con la testa sul cuscino vicino alla sua) ormai il pene è andato… Se vuoi cerchiamo altri sistemi per finire il lavoro”, “Ok, va bene tutto”, “Ci penso io”. Tiro fuori il pene, le do un bacio e poi scendo il suo corpo, per quello che il letto mi permette. Riesco ad arrivare abbastanza vicino alla vagina, arrivo davanti con la testa. Decido di non indugiare e di partire subito . Così allungo una mano, verso la vagina, con il medio e l’anulare distesi, mi avvicino lentamente sempre più. Noto che Andrea mi sta osservando, quindi maggiore lentezza dei movimenti per farla attendere. Prima di far entrare le dita decido di allargare il passaggio con due dita dell’alta mano, così facendo inserisco le dita. Inizio a muovere avanti e indietro la mano e strofinando l’interno con le dita, sempre più veloce, sempre più veloce, smetto di accelerare quando sento di riuscire a tenerla per un bel po’. Guardando le reazioni dell’Andrea, non mi sento soddisfatto, si noto un po’ di piacere, ma solo un po’ “Devo trovare dell’altro… Proviamo qualcosa di combinato”.
Con la mano rimasta libera le massaggio l’esterno della vagina, in particolare un punto che mi sembrava piuttosto sensibile, o almeno era quello che mi ricordavo. Inizio a massaggiare in modo abbastanza energico il clitoride. Riosservo il comportamento dell’Andrea e noto già un netto e miglior miglioramento, tira piccoli urli e ogni tanto si irrigidisce per qualche istante . Vado avanti per qualche minuto sempre con l’azione combinata, l’orgasmo sembra avvicinarsi ma non so quando arriverà, io mi sto iniziando a stancare, quindi chiediamoglielo “Tutto bene? Come sei messa?”, “Si si benissimo… Continua così che manca veramente poco”.
Continuo quel che posso, fino a che non mi vanno fuori uso anche i bracci quindi faccio fatichissima a continuare l’azione combinata . Ci penso un po’ fino a che mi accorgo che la soluzione perfetta ce l’avevo proprio sotto il naso… La bocca!!! Smetto di lavorare con entrambe le mani, quella che era dentro la estraggo, è bagnatissima. Le sue gambe sono rannicchiate, così appoggio le mie mani sulle sue cosce e le spingo verso l’esterno, così da avere più spazio e le trattengo in quella posizione. Dopo di che mi butto in qualcosa che non ho mai provato a fare prima e quindi penso di essere abbastanza inetto… Il sesso orale…
(Fine seconda parte)

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