Al ritmo della Marangona
Ultime Notizie / October 27, 2013

Quella notte sognante, avvolta nel mantello di gocce di pioggia che picchiettavano una cadenza cupa, la notte sognante, illuminata dal riflettore lunare ed oscurata dalle nubi dense di pioggia, Annabella si trovò in un piccolo campo (uno di innumerevoli nella città), non sapendo come arrivò lì, perduta come ciascun lettore, cercando di trovare il bandolo della matassa – un faro nell’alto mare della letteratura; però, la magia delle parole è sempre nascosta tra le righe. Nella volta celeste le nuvole piangevano siccome Annabella era a piedi nudi. Lei guardò in giro come una trottola, avendo osservato minacciosamente quell’ambiente desolato, mentre le lacrime celesti l’accarezzavano. Come fa l’ago al pallone, la trafisse un forte déjà vu, o quello fu un jamais vu – dipende dall’angolo di vista; comunque rabbrividì. Ai margini della vista di mezzanotte, si accorse di una figura misteriosa sotto un ombrello, circondata dall’alone di fumo: un simulacro di bell’aspetto. Che immagini il lettore, portato dal fruscio di fogli di libro, un concetto strano che rispecchia fedelmente questa aria, poiché le parole sono nient’altro che i contorni dei pensieri, le silhouette oscurate sulla bianca ampiezza della carta. Si avvicinò a quello sconosciuto e gli chiese: – Dove sono? E…

Come successe che il povero Bartolo si trovò a dover affrontare torme di alieni feroci. Prima parte
Ultime Notizie / October 2, 2013

“E così finalmente sono riuscita a sapere cosa hai fatto l’altra sera!” Lo sguardo della donna era uno di quelli che ti scorticherebbero vivo se potessero, ma tentato di mitigare con un sorriso come a dire Adesso, ti ho in pugno, posso affibbiare il colpo finale. Biagio Bartoli, per tutti Bartolo, si guardò intorno spaesato con l’espressione di chi cerca una risposta o, nel caso peggiore una via di fuga, ma davanti all’unico ingresso c’era la moglie Ida, nella classica posizione dei gerarchi fascisti quando indottrinavano le folle: mento alto e volitivo, schiena dritta e pugni posti rigorosamente sui fianchi. “Non mi ricordo nulla dopo la settima birra” piagnucolò come un cane bastonato, ”l’ultima visione è quella di Claudio che mi sta allungando il bicchiere della staffa, un calice di mezzo litro che ho bevuto tutto d’un fiato!” Poi l’espressione s’incupì, preoccupata “Perché, che cosa ho fatto?” Chiese timoroso. Era il momento che la corpulenta donna attendeva; vomitare addosso al marito la sfilza d’ignominie delle quali si era reso responsabile sotto i fumi dell’alcol; ma prima di elencare ogni singola nefandezza volle iniziare con una frase a effetto che si era studiata durante la notte. “Tu sarai sempre fonte d’imbarazzo…