Mr. Westcott

August 8, 2013

Il Primo Ministro nordcoreano Kim Jong-lu aveva paura degli aerei, per il viaggio da Sonbong County a Pyongyang aveva scelto uno dei treni blindati dello Stato. Al secondo compartimento della prima vettura sedeva Jong-lu assieme al Ministro della Difesa Jin-Hu.
Il 2000 fu l’anno in cui avvenne il contatto di maggior livello tra il governo nordcoreano e gli Stati Uniti d’America; il Segretario di Stato Madeleine Wright avrebbe incontrato Jong-lu e Jin-Hu al palazzo di stato in Pyongyang per chiarire i sospetti rapporti tra USSR, Cina e Corea del Nord. Nonostante il crescente simpatizzare della Cina verso il Sud Corea ed i chiari segni di indifferenza da Mosca verso le accuse di politica immorale rivolte al Nord Corea, alcune voci interne avevano fatto arrivare alle orecchie dell’NSA, l’Agenzia di Sicurezza Nazionale americana, una possibile alleanza tra Nord Corea, Cinae gruppi interni russi.
Numerose organizzazioni dei diritti umani avevano accusato il governo nordcoreano di usare una politica anti-etica e violenta, accuse convalidate dalle testimonianze di ex-dipendenti della Repubblica Democratica Popolare di Corea scappati dai campi di internamento di Yodok.
Un gruppo ribelle nord coreano chiamato “Ribelli di Yodok” aveva creato fazioni interne al governo, raccogliendo aiuti di simpatizzanti e dipendenti dei campi di internamento.
Con l’aiuto di alcuni militari segretamente affiliati ai “Ribelli di Yodok”, un agente spia siberiano ingaggiato dalla Abat Noir Society era riuscito a salire sul treno blindato del Primo Ministro.
Usando speciali occhiali da vista dotati di una mini telecamera a memoria integrata grande quanto la punta di un ago da pesca, l’agente di spionaggio siberiano doveva filmare l’interno del treno, il suo equipaggio e qualunque forma di documento o fotografia.
L’Abat Noir Society aveva promesso all’NSA americana di trovare la risposta ad una domanda molto più importante dei sospetti rapporti tra Cina, USSR e Nord Corea: “il Nord Corea stava preparando una nuova letale arma chimica contro l’Occidente?”
La spia siberiana aveva quaranta minuti di tempo, la microscopica video camera nascosta al centro della montatura dei robusti occhiali da vista era dotata di una tecnologia mai usata prima: la Ultra High Definition o semplicemente UHD. La nuova tecnologia di ripresa digitale sviluppata dal governo Giapponese, permetteva di filmare la realtà alla velocità’ di 200 fotogrammi al secondo, il quadruplo della percezione visiva umana. Con 200 fotogrammi al secondo si potevano catturare dettagli che alla maggior parte degli esseri umani sarebbero sfuggiti anche dopo giorni interi di investigazione.
La video camera e la sua preziosa memoria interna arrivarono a Parigi, alla sede francese dell’Abate Noir Society, l’agente spia siberiano venne catturato e ucciso dopo giorni di inutile tortura nella stanze di isolamento di una prigione a Yodok.
Per la prima volta, dopo poche settimane dall’episodio sul treno del Primo Ministro nordcoreano, la National Security Agency americana era vicina alla risposta ma aveva bisogno di un ulteriore aiuto dall’Abat Noir Society. Il video a 400 fotogrammi al secondo richiedeva una dote visiva unica e l’Abate Noir Society aveva il nome della persona giusta.

Fuochi d’artificio, parate e barbecue all’aperto esplodevano in una festa di vita a Manhattan, New York. E’ il 4 luglio 2006, il giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti: le famiglie sui tandem a tre ruote al Central Park, i picnic a Park Slope in Brooklyn ed il traffico bloccato su Madison Avenue.
Enormi poster del Presidente e immagini della partita di football allo Yankee Stadium erano su tutti gli schermi di Time Square, la gente correva fuori dai mega centri commerciali della Virgin e Disney per andare in strada a sventolare piccole bandiere americane di carta e stoffa.
Tutti sembravano catturati da un’improvvisa estasi di euforia, tutti tranne un uomo alto e ben curato vestito di nero con occhiali neri come la pece.
Mr. Westcott sembrava in meditazione quando camminava.
Vestito in un elegante completo Armani e borsa in pelle Tony Perotti, Mr. Westcott camminava su Broadway con passo deciso in direzione opposta alla folla, puntando verso l’entrata del Central Park davanti a Columbus Circle.
Mr. Westcott nascondeva paura dietro alla calma apparente della postura da uomo d’affari; la sensazione era di essersi messo in un gioco più grande di lui, ma non aveva ancora raggiunto la fase in cui la paura prova a prendere il controllo di tutto.
Gli occhiali neri erano i compagni di vita di Mr. Westcott da almeno otto anni, un collega dell’Istituto per la Ricerca Medica dei Rockefeller al numero 1230 di York Avenue gli aveva fatto un regalo, vedendo ogni volta il conflitto tra diversi occhiali per interni, esterni, guida alla macchina ed altre situazioni.
Non erano occhiali da vista, ne occhiali da sole, erano occhiali con “lenti a filtro”.

Durante l’ultimo anno al Rochester Institute of Technology, quando Mr. Westcott era un ragazzo dalla carriera promettente a cui piaceva indossare le magliette con la tigre arancione del logo universitario, un incidente cambio’ la sua vita per sempre. Erano le undici di notte e Mr. Westcott stava correndo in bicicletta su Andrews Memorial Dr., in ritardo di trenta minuti all’appuntamento in città con la sua ragazza. Alcuni studenti di corso lo avevano convinto a fermarsi al tennis club del campus finendo per passare ore a vincere partite davanti a un pubblico immaginario; Mr. Westcott era ossessionato dalle attività sportive del college e non si faceva mai mancare almeno una partita dopo le lezioni di fisica e matematica. Ma quella volta stava facendo troppo tardi e Pam non sarebbe stata facile da calmare. Un camion della Shell arrivo’ dritto da Miller Rd e centro’ in pieno la bicicletta di Mr. Westcott, in un attimo venne scaraventato sull’asfalto e la bicicletta accartocciata sotto le ruote del camion si spezzo’ in un urlo assordante.
Quando portarono Mr. Westcott all’ospedale i dottori pensarono fosse in coma.
Immobile sul lettino con la testa immobilizzata tra le morse anti infortunio e le cinghie al busto e le gambe, Mr. Westcott non dava segni di risposta alla luce che i dottori gli puntavano sugli occhi.
In sala rianimazione riuscirono a portare il battito cardiaco ad un livello normale e lo misero in prognosi riservata per alcune settimane; i suoi genitori, amici e Pam gli fecero visita ma Westcott non spiaccico’ una parola. Era rimasto muto persino quando sua madre si mise a piangere stringendogli le mani seduta al lato del letto; clinicamente Westcott non era in coma, la sua attività celebrale dava segni di veglia normali.
La terza settimana uno dei genitori degli amici di università di Westcott fece visita per cercare di capire cosa stesse succedendo.
Dr. Gerald Pinker era il massimo esponente di neurologia e bio-fisica all’Università di Princeton ed aveva studiato precedentemente alcuni casi neurologici mai osservati precedentemente.
Mr. Westcott venne diagnosticato con una rarissima forma di “achinetopsia invertita”: la achinetopsia e’ l’incapacità di percepire il movimento nello spazio, chi ne e’ affetto vede la realtà a rallentatore come un film a cui sono stati tagliati i fotogrammi tra una scena e l’altra. Nel caso di Westcott l’effetto era contrario: invece di perdere fotogrammi ne aveva acquisiti. In un essere umano normale il cervello processa la visione della realtà ad una velocità massima di 45/50 fotogrammi al secondo, ma per Westcott il numero era salito a 200 fotogrammi per secondo, forse di più.
Il Dr. Pinker non riuscì a misurare esattamente quanti fotogrammi il cervello di Westcott riusciva a “vedere” ma diede al giovane universitario un metodo per sopravvivere alla sua condizione. Dopo alcuni mesi di riabilitazione al centro studi sperimentale dell’Istituto per la Ricerca Medica dei Rockefeller a Manhattan, Westcott imparo’ ad usare l’udito, la pressione dell’aria sulla pelle e speciali occhiali per orientarsi e ritornare a studiare al Rochester Institute of Technology.
Il caso di Mr. Westcott aveva aiutato la ricerca in pazienti affetti da lesioni alla corteccia visiva, prodotto numerose pubblicazioni universitarie sullo studio della percezione visiva e convinto Dr. Pinker che l’organizzazione del messaggio visivo nel cervello e’ ventrale e non dorsale.
La pubblicità accademica ricevuta da Mr. Westcott aveva fatto il viaggio fino al Massachusetts Institute of Technology, dove alcuni agenti della società segreta Abat Noir Society mostrarono interesse nell’incontrare Mr. Westcott.
Quando Mr. Westcott venne avvicinato da uno degli agenti dell’Abat Noir Society durante l’estate di otto anni fa, nessuno sapeva chi o cosa fosse quel gruppo segreto di persone provenienti dai più disparati ambienti politici e scientifici.

Abat Noir Society, o A.N.S., e’ una società segreta che venne fondata da alcuni contemporanei di Thomas Edison, il cui scopo e’ preservare una “versione ufficiale della storia” ed aiutare i governi nel raggiungimento di un unico “governo globale”. Finanziatori privati, personalità politiche ed enti amministrativi sono tra i sostenitori e fornitori di risorse dell’Abat Noir Society.

Mr. Westcott poteva leggere il pensiero di qualunque persona in un gesto inconscio od un movimento del corpo in meno di un secondo.
Nonostante Westcott sospettasse i secondi fini dell’Abat Noir Society, accetto’ di aiutarli ogni qualvolta fosse richiesto analizzare dei materiali video particolari.
Da quel giorno Mr. Westcott aveva visionato e descritto per gli agenti dell’A.N.S. circa cinquanta video, tutti provenienti dall’Asia o dall’Africa, solo alcuni erano stati filmati nelle profondità’ degli abissi dell’Oceano Atlantico. Alcuni video erano frammenti di materiale sfuggito a perquisizioni durante la Guerra del Golfo, altri erano strani collage di interrogatori a terroristi del Medio Oriente e certi erano lunghi video a ripresa fissa di creature antropomorfe dai grandi occhi ovali intenti a costruire strutture nel sottosuolo terrestre.

Faceva caldo su Broadway.
Alcune bandiere americane sventolavano dai piani superiori di Macy’s e l’incrocio dopo la farmacia Duane Reade era stranamente tranquillo, tutte le macchine sembravano andare verso Time Square.
Mr. Westcott guardava lo sciame di taxi gialli attraverso gli occhiali color pece, il caos del traffico si faceva piu’ monotono vicino all’angolo con l’ufficio FedEx, davanti al Columbus Circle.
Meno di due ore prima, in una piccola stanza insonorizzata al secondo piano di uno dei grattacieli su Bryant Park, Mr. Westcott stava seduto al buio davanti ad un mega schermo con due agenti dell’Abat Noir Society dalle veneziane in plastica. Il video mostrava l’interno di un treno con le finestre blindate, alcuni militari stavano spostando delle casse di aragoste nella vettura dove il Primo Ministro nordcoreano stava mangiando assieme ad altri militari. Gli agenti ai lati della stanza avevano chiesto a Westcott di identificare qualunque indizio che potesse aiutare a capire quale o cosa fosse la misteriosa arma di distruzione di massa che il Nord Corea era sospettato possedere.
Una delle 26 lingue che Mr. Westcott aveva imparato a leggere attraverso il labiale era il coreano, questo lo rendeva doppiamente la persona giusta per l’analisi del video.
– Prenda tutto il tempo che le serve Mr Westcott. – continuava a ripetere ogni cinque minuti uno degli agenti.
– Non e’ una questione di tempo, l’unica cosa importante sono i dettagli. – rispondeva Westcott in automatico, tenendo una mano sugli occhiali appoggiati sul tavolo.
– L’acqua e’ alla sua sinistra Mr. Westcott.
– Grazie.
Gli occhi di Westcott sembravano danzare come acrobati di un circo, saltavano da un lato all’altro dello schermo mandando informazioni al cervello in centinaia di fotogrammi al secondo.
– Ci sono! – disse Westcott stringendo il bicchiere d’acqua tra le mani.
Uno dei due agenti schiocco’ le dita ricordando a Westcott di mettere gli occhiali e poi accendendo la luce, gli passano un foglio ed una penna e si mettono seduti davanti allo schermo.
Mr. Westcott annota tre dettagli:

I. Minuscolo tic alla guancia sinistra del Primo Ministro nordcoreano quando il Ministro della Difesa gli mostra un documento con la bandiera americana sulla seconda pagina, trasparenza da sotto prima pagina, luce finestra blindata a destra del cuoco.

II. Il quarto militare seduto accanto al Ministro della Difesa porta una spilla minuscola sul bavero destro della giacca, terza spilla a scendere dalla seconda colonna di riconoscimenti e medaglie del Governo. La spilla descrive in Coreano, “Chimico specialista del Governo, Capitano Militare ed esperto Virologo”.

III. Lettura labiale discorso tra il Primo Ministro e secondo militare da destra intento a gesticolare davanti ad un piatto di aragoste.
– Supremo Leader della Repubblica Democratica Popolare di Corea, presto saremo liberi dal nemico.
– Avete sperimentato l’arma sulle cavie a Yodok?
– Certo Supremo Leader!
– E’ come mi hanno descritto?
– Si’ Supremo Leader!
– Arma a dispersione aerea?
– Si’ Supremo Leader!
Westcott passo’ il foglio ai due agenti e chiese di uscire.
Si chiuse dietro la porta di uscita d’emergenza e mise il cellulare in silenzioso e inizio’ a camminare verso Bryant Park.
Non era abituato al doppio gioco.
Anche solo un errore poteva portarlo agli arresti e da li’ alla pena di morte per terrorismo.
Mr. Westcott si sentiva come se avesse nulla da perdere; avrebbe dato anima e corpo a chi fosse in possesso della cura per ridargli una vista normale.
Il problema e’ che la cura sembrava essere in possesso di un gruppo terroristico di Teheran, apertamente anti americano e pericoloso.
Dopo un lungo scambio di email tra lui ed un infiltrato di quel gruppo terrorista, Mr. Westcott aveva accettato lo scambio: una penna USB contenente la formula chimica per la cura alla sua forma di achinetopsia in cambio dei dettagli sull’attacco nordcoreano agli Stati Uniti.
Mr. Westcott aveva volutamente tralasciato un quarto dettaglio nell’analisi del video: la natura dell’arma a dispersione area sviluppata dai nord coreani. In un momento del video, un paio di secondi prima che l’inquadratura si sposti sul Primo Ministro, le labbra del Ministro della Difesa sussurrano qualcosa. Probabilmente in un attimo di pensiero ad alta voce, il Ministro della Difesa ha fatto trapelare su video l’informazione più importante di tutta la conversazione. L’arma chimica a dispersione aerea era un virus geneticamente modificato per sterminare solo gli esseri umani che non hanno sviluppato morfologia asiatica. Tramite i suoi studi di immunologia, biologia e genetica, Mr. Westcott comprese che gli asiatici sarebbero stati immuni all’arma chimica, un dettaglio che implicava la possibilità di creare in laboratorio armi chimiche che selezionano le vittime su basi genetiche.
La voce interiore di Mr. Westcott si faceva beffa di lui: “Il quarto punto era la risposta da un milione di dollari, Mr Westcott!”

Il mondo visto attraverso gli occhi e la mente di Westcott era un film a 360 gradi dove non ci sono secondi attori o comparse: tutto era un continuo interagire. Il vapore che usciva dal cofano di una macchina si fondeva con i gas dei tombini che si mescolava in nubi grigie a irritare moscerini che pungevano un uomo al telefono pubblico irritandogli il collo e facendolo urlare alla cornetta come un megafono.
Una donna alta attraente in tailleur rosso attraversava la strada guardando casualmente un tassista che si era distratto e ando’ a sbattere contro uno scooter Domino’s pizza facendo cadere le pizze davanti ad una scolaresca di bambini che si misero a piangere.
New York agli occhi di Westcott era come una serie infinita di scatole cinesi, uno stadio di specchi che si riflettevano l’uno nell’altro in un crescendo di follia.

Sono le sei e mezza di pomeriggio, l’appuntamento di Westcott era fissato per le otto nel bagno uomini del Whitehall Terminal, la stazione dei traghetti per Staten Island situata sulla punta a sud di Manhattan.
A Columbus Circle c’erano due file di macchine parcheggiate davanti alla Trump Tower che bloccavano il traffico, Westcott cambio’ lato e si mise  davanti al Time Warner Center a gesticolare per un taxi.
Sul sedile sudato del taxi Mr. Westcott chiedeva al tassista messicano di evitare la parata.
– Devo andare dal traghetto per Staten Island ma ci voglio arrivare in anticipo non in ritardo. – ripeteva al tassista sporgendosi verso la guida.
– Ok, ok signore.
– Prendi la ottava avenue.
– Non posso signore, traffico non passa li per tutto il giorno.
– Allora prendi la decima e poi vai su Lincoln Highway, tieniti distante da Penn Station!

All’altezza dell’incrocio con la 34esima strada si blocco’ il taxi.
Una fila interminabile di macchine era ferma davanti alla parata, clacson e musica arrivavano da Penn Station e non c’erano cenni di sblocco.
– Quant’e’? – urlo’ Westcott al tassista.
– Dieci, signore.
Westcott getto’ un pezzo da dieci dollari sul sedile e scese dal taxi.
Mentre osservava la massa di gente in strada, si aggiusto’ gli occhiali tirando fuori la cintura da spalla della Tony Perotti e inizio’ a correre.

Il cellulare aveva iniziato a vibrare quando Westcott arrivo’ alla fine della  34esima strada, lato ovest.
– Merda, sono quelli dell’ANS, cosa vogliono?
Westcott si libero’ del pensiero e spense il cellulare.
La Lincoln Highway si estendeva come una lingua di cemento, dritto in fronte alla fine della 34esiam si vedeva il Weehawken Waterfront Park dall’altra parte dell’Hudson.
Nessuna traccia di taxi, solo van, macchine private e qualche motocicletta con la bandiera statunitense a sventolare.
Westcott stava fermo all’angolo della strada cercando di pensare ad una soluzione.
– Una moto, ho bisogno di una moto.
Dal rivenditore di macchine e moto usate sotto il ponte all’angolo della 33esima e Lincoln Highway, Westcott scavalca l’inferriata e con un unico sguardo di un secondo identifico’ le videocamere di sorveglianza, tutti i modelli di macchine ed auto parcheggiati fuori dai garage e qualunque segno di possibile dipendenti o sicurezza rimasti li’ per un giorno di straordinario.
Una motocicletta Guzzi 1000 stava in bella vista, prima in fila venendo dall’entrata.
Westcott sali’ sopra la moto, spezzata una graffetta la incastro’ nel fessura della chiave e rilasciato il freno e inizio’ a spingere in avanti. Lentamente la moto prendeva giri fino a quando Westcott senti’ che era arrivato il momento giusto e l’accese con un colpo secco all’acceleratore.
Appena girato verso il cancello, inizio’ a far girare le ruote fino a lasciar andare la moto contro l’inferriata che si spalanco’ di colpo rompendo parte del muso della Guzzi 1000.
Passato il Chelsea Waterside Park ed il Pier 57 le strade finivano i numeri diventando un alternarsi di nomi: Bank, Charles, Morton …
L’Hudson River Park sembrava non finire mai.
Il vento sfrecciava violento contro i pantaloni di Westcott alzandogli i lembi sopra le caviglie, il suo cervello era diventato un tutt’uno con la strada. Le macchine erano pupazzi di una scacchiera immortalata da un’istantanea, Westcott intuiva le direzioni del traffico ancor prima che la gente alla guida lo realizzasse consciamente.
A Battery Park City il World Trade Centre interrompeva il susseguirsi di grattacieli, parcheggi ed edifici residenziali. Senza girare la testa verso sinistra, Westcott poteva vedere dal cruscotto della moto il Memorial del 9/11 che si allontanava ed un piccolo rimorso per quello che stava facendo lo fece pensare per un attimo.
Sull’orologio da polso erano le sette e un quarto precise ma Westcott voleva essere in anticipo, il Whitehall Terminal era probabilmente pieno di turisti e polizia.

Westcott si fermo’ davanti all’edificio del T3 Trading Group LLC alla fine di State St.
Il Whitehall Terminal pullulava di turisti in bermuda cachi, musica e bandiere americane.
Appena sceso dalla moto, un ragazzo vestito Nike dalla testa ai piedi gli chiese se la moto era una Guzzi ma Westcott lo ignoro’. Da Whitehall St. l’entrata alla stazione dei traghetti sembrava più accessibile; due poliziotti armati stavano dal bancone degli hotdog scherzando con un tizio vestito da Zio Sam.
Per un attimo Westcott ebbe la nausea, delle volte succede quando si trovava in zone affollate.

Dalle scale mobili della stazione traghetti gruppi di poliziotti si guardavano intorno, negli altoparlanti della stazione canzoni di band rock inneggiavano al Giorno dell’Indipendenza.
Mr. Westcott aveva la maglietta nera bagnata di sudore freddo, si tolse la borsa dalle spalle e inizio’ a camminare verso i bagni pubblici con modo indifferente.

Westcott non conosceva il volto dell’intermediario, loro sapevano che lui portava occhiali scuri e vestiva di nero e che sarebbe stato dalla macchina asciugamani alle otto in punto.
Sette e quarantasei sull’orologio di Westcott,  il tanfo caldo dei bagni lo accolse appena arrivato.
Dopo aver messo un allarme in vibrazione per le otto meno, Westcott si mise seduto sulla tazza del cesso nel primo bagno della fila, con la borsa in pelle sulle ginocchia a pensare a quanti  e quali dettagli passare all’intermediario.
Bon Jovi e Bruce Springsteen stavano facendo gli auguri in radio, le loro voci rimbombavano nella sala attesa della stazione amplificate al massimo attraverso gli altoparlanti.
– Posso anche solo accennare dell’arma chimica.
Sospiro profondo.
– Non c’e’ bisogno di menzionare la selezione su base genetica.
Indice nervoso che batteva sulla borsa.
– Sto solo trovando scuse.
Westcott appoggio’ la testa al muro e per un attimo fu tentato di chiudere gli occhi.

L’orologio inizio’ a vibrare.
Westcott si alzo’ di scatto ed apri’ la porta, quindi si giro’ meccanicamente verso le macchine ad aria compressa per asciugare le mani.
Un uomo dalla pelle scura vestito giacca, scarpe lucide e capello corto marrone stava fermo davanti alle macchine con le mani infilate in tasca.
E’ l’intermediario.
– Mr. Westcott?
– Si sono io.
– Buonasera e grazie per essere venuto.
– Dove andiamo?
– Qui, stiamo qui’.
– Qui nei cessi?
– Si Mr Westcott, e’ più sicuro.
Tutto questo sembrava ancora più assurdo della corsa in moto, Westcott non capiva la sensazione di dubbio che aveva iniziato ad angosciarlo.
–  Come iniziamo?
–  Inizi lei Mr. Westcott.
– Ho visto un video. Girato un po’ di tempo fa, recentemente credo. Il Ministro della Difesa nord coreano ed il Primo Ministro conoscono una nuova arma chimica a dispersione aerea.
Silenzio.
– Continui Mr. Westcott.
– L’arma e’ stata create in laboratorio e pare che Cina ed USSR ci siano di mezzo.
– Tutto qui Mr. Westcott?
Silenzio.
– No.
Westcott tossì’ per aggiustarsi la voce e si fermo’ un attimo.
Con l’indice della sinistra si sposto’ gli occhiali di pochissimo, giusto abbastanza per poter vedere il vestito dell’intermediario a 400 fotogrammi al secondo.
E una scarica di paura gli attraverso’ le vertebre.
Nella tasca destra interna della giacca che l’intermediario tiene aperta, ci stava un ciondolo portachiavi in vista, “12ave/W30” sul bordo del bottone. Due cose non erano chiare: il primo era 12 Avenue, il secondo nome di Lincoln Highway, all’incrocio con la 30esima strada Ovest, dove si trovava il concessionario di macchine e moto da cui Westcott aveva rubato la moto. Il secondo dettaglio era la chiave attaccata al ciondolo, la stessa chiave delle BMW 730 nere guidate dagli agenti dell’Abat Noir Society.
– Posso vedere la chiave USB? – chiede Westcott riportando l’attenzione sul muro davanti.
–   Certo.
Ma la mano dell’intermediario si porta sulla stessa tasca dove stavano solo le chiavi della BMW. In un attimo Mr. Westcott aggiro’ l’intermediario e corse verso l’uscita dei bagni.
Ad attenderlo erano sei agenti FBI in tuta anti proiettile e due agenti dell’Abat Noir Society infiltrati da impiegati della Polizia Marittima.
– Peccato Mr. Westcott. – gli urla uno degli agenti mentre Westcott viene ammanettato.
– Il doppio gioco non e’ permesso, non lo sa?

Tre mesi dopo, a circa cinquanta chilometri dal Rochester Institute of Technology, un gruppo di scienziati tra cui il Dr. Pinker sta sperimentando un nuovo metodo di stimolazione magnetica trans-cranica usando computer ed attrezzature portate da alcuni agenti dell’Abat Noir Society.
Dr. Pinker e colleghi cercano di stimolare achinetopsia invertita su alcuni volontari usando impulsi elettrici di 800 micro secondi alla zona visiva V5 dei cervelli.
Intanto, a parecchi chilometri di distanza, il corpo di Mr. Westcott giace sfinito in una delle celle della prigione psichiatrica di Spokane a Washington DC.

 

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