La selva e il cavaliere
Fantasy / February 4, 2013

Il fiato iniziava a venire meno, le gambe tremavano per lo sforzo prolungato, ma non poteva fermarsi. Saettava, schivando alla meglio i pericoli e le insidie che il tetro bosco gli parava innanzi al cospetto della pallida luce lunare. Le fronde lo colpivano sul volto, le radici sporgevano minacciose, ma non poteva inciampare. Era solo. Le forze iniziavano ad abbandonarlo, e nella mente riaffioravano fulminei i ricordi di quell’atroce battaglia, delle grida strazianti dei suoi compagni che aveva visto perire con i suoi occhi sotto gli incessanti attacchi nemici. Vivido nella mente era il ricordo del sacrificio di Faramir, suo più grande amico, che lo aveva salvato da morte certa proteggendolo da un dardo avvelenato. Ma a quale prezzo? Gli aveva fatto scudo con il suo possente corpo, e adesso era disteso in quella radura lontana, assieme agli altri nobili cavalieri periti. Non poteva morire, non quella notte, non in quella selva oscura sperduta ai confini del mondo. Aveva combattuto con l’anima e la tenacia di un vero guerriero, abbattendo nemico dopo nemico le varie insidie che gli si paravano dinnanzi. Ma non era bastato. Provava tristezza Vesnar mentre fuggiva dai suoi inseguitori, tristezza dettata dal non aver potuto salvare…