L’apparizione
Fantasy / January 8, 2013

Anna è la mia compagna. Viene spesso a trovarmi nella mia casa ristrutturata di montagnacol suo fuoristrada sollevando un polverone sulla strada non ancora asfaltata, tant’è che i vicini giustamente si lamentano. Stavo dormendo allorché sento baciarmi sulla guancia e mi sveglio. È Anna: “Sei qui, le dico.” “Senti perché non andiamo su fino alla chiesa.” Lei risponde. “Non dovevi scattare delle foto? Ho voglia di respirare un po’ d’aria pulita.” Dalle finestre della cucina, vedo il cielo celeste, la pioggia del mattino ha reso l’aria più cristallina. “Sì è parecchio tempo che desideravo fotografare quel luogo.” Prendo una macchina fotografica di vecchio tipo, con un rullino a colori. Per fortuna, sviluppano ancora le pellicole fotografiche. Calzo frettolosamente delle scarpe da montagna, mentre Anna prende lo zaino e lo riempie con l’occorrente. Saliamo sul fuoristrada e partiamo. Lasciamo alle spalle le ultime case del paese e proseguiamo su per la stradina che porta alla chiesa eretta nel 1700, famosa meta votiva. Entriamo in un fitto bosco di abeti. L’ombra del sottobosco è attraversata da fasci di luce, che filtrano dal fitto intrecciarsi dei rami, illuminando a tratti le rocce che spuntano qua e là, intervallate da chiazze di muschio e…

Una scelta
Horror , Racconti / January 4, 2013

Glauco scrutava la nebbia fuori dalla finestra dello studio come se aspettasse il ritorno di qualcuno che si era perso nei campi, ma solo i rami spogli dei ciliegi lungo il fossato sfuggivano alla densa nube grigia che nascondeva la campagna. A malincuore tornò a sedersi alla scrivania, deciso a concludere il videogioco e scrivere la recensione prima dell’alba. Soltanto la settimana prima avevano licenziato due persone al giornale. Gli avevano chiesto se avrebbe firmato una lettera di protesta, ma lui non aveva detto una parola. E anche ripensandoci non trovò nulla da dire. Quando infine lo avevano avvisato che sarebbe potuto succedere a lui, si era limitato a buttare lì una qualche risposta che non ricordava più ed era tornato a sedersi davanti al computer, proprio come aveva appena fatto. Uno dei colleghi licenziati, passandogli di fianco, gli aveva sibilato che presto o tardi avrebbe dovuto fare una scelta. Il protagonista lo aspettava sullo schermo lì dove lo aveva lasciato, con la pistola stretta tra le dita della mano sinistra. Dalla prospettiva del gioco vedeva soltanto due mani e le maniche di una giacca blu di velluto. Un sole artificiale colorava la città di giallo e arancione e si…