Cybermasters – New York
Fantascienza / November 30, 2012

Capitolo 1 – Felicità Artificiale   …un cerbiatto blu corre lungo l’autostrada fissandomi con i suoi cinque occhi sibilanti lecco le sue palle multicolori e sento il sapore fumante del magma gelido il suo ano avvolge il mio cranio e mi succhia come un mantice gelatinoso cado cado cado il vuoto percorso da vene pulsanti si stringe attorno a me me ridotto ad un occhio che batte batte batte…   “Piantala, Hawk.”   …la madre sognante mi abbraccia la gamba in un saluto affannoso Hawk quand’è che mi hai abbandonato io non ricordo ricordo di ricordare taci puttana le ficco il mio palo in gola e sparo le mie pallottole la sua gola esplode in un tripudio di colori rosso giallo blu arancio la disco infiamma ballo insieme ai delfini cantanti le loro tube calzano le loro teste infiammando e stridendo di piacere…   I denti fanno un male cane mentre sbattono contro il bancone, ed il dolore al collo si acuisce, mentre qualcosa penetra le tue carni. Man mano che i colori si sbiadiscono e i pensieri ritornano chiari e coerenti, l’odore di sudore e sangue secco della mano invadono violentemente i pensieri di Hawk mentre i sensi riacquistano…

Autocidio
Fantascienza , Racconti / November 9, 2012

Il ragazzo prese posto di fronte a me quando il treno era ormai in movimento. Dimostrava sì e no diciott’anni, e aveva un’aria simpatica, non come certi ragazzotti dell’epoca; solo una struttura di ignoranza coperta da una facciata di arroganza. No, questo sembrava un tipo a posto, un po’ timido forse, una faccia un po’ da sfigato. Mi diede la conferma di questa prima impressione quando prese dal suo zaino, non proprio all’ultima moda, un vecchio romanzo di Asimov; Asimov era piuttosto di moda all’epoca, tra gli sfigati. In ogni caso questa fu la molla per attaccare bottone, anch’io infatti soffro di una certa timidezza. Difficilmente riesco ad attaccare bottone senza un pretesto decente. C’è da dire però che quando mi decido a farlo appaio tutt’altro che timido. Badate! Non é che il mio carattere cambi così da un momento all’altro, è solo che quando decido di entrare in scena, e decido che parte interpretare, allora so essere un discreto attore. La timidezza la lascio fuori dalla scena. – Ti piace la fantascienza? Grazie a dio! Temevo di dovermi fare tutto il viaggio con qualche vecchio stronzo che non fa altro che lamentarsi delle tasse. Questa fu la mia entrée….