La Gentilezza Degli Estranei
Fantasy , Racconti / September 19, 2012

Dedicato (con amore) a Pietro Bottioni Mercoledì mattina, Nonna Vanna venne svegliata di soprassalto dal spernacchiare meccanico e insistente del citofono. Quanto fosse necessario chiamare l’elettricista per levare quel suono tanto sgradevole quanto buffo fu il secondo pensiero che le passò per la mente ancora intorpidita dal sonno. Il primo pensiero consisteva nello sciame di mosche cromate che, in sogno, le ronzavano intorno minacciose e scintillanti, formando un blocco di luce spesso e accecante che si spostava fluttuando nel buio. Si girò faticosamente su un lato, accarezzò il lato del letto lasciato vacante dal suo amato Lorenzo e puntò gli occhi verso le stanghette e i puntini illuminati di rosso acceso della sveglia digitale che segnavano le dodici e trenta. Si alzò di scatto, come percorsa da una scarica elettrica, borbottò un paio di bestemmie infilandosi le pantofole rosa e uscì zoppicando dalla stanza. Non fece in tempo a superare la soglia che suonarono una seconda volta. Il suono del citofono le ricordò il ronzio di quelle mosche. – Ho ancora paura del buio, Lorenzo, – bisbigliò Nonna Vanna zoppicando verso il citofono, – ho ancora paura del buio e tu non ci sei. Sollevò la cornetta appena in tempo…