Follie Estive

September 13, 2012

“Testardi! E arroganti, per di più.”

Il vecchio posò la pialla e si sfregò le mani piene di dolorose vesciche.

Alzò lo sguardo verso i suoi tre figli che ultimavano i preparativi per la partenza. Erano tutti eccitati come ragazzini, correvano qua e là scherzando con le mogli, mentre caricavano le provviste.

Sputò con rabbia su un mucchio di segatura, e riprese il lavoro.

Per fortuna era una delle ultime assi.

 

“Sono impazziti tutti quest’anno, per l’Altissimo!”

Si pentì subito dell’imprecazione, ma era stato più forte di lui. Per costruire quella mostruosità, dapprima gli avevano tagliare metà del frutteto, poi gli era toccato di  lavorare come un somaro per tutta la primavera, rovinandosi le mani e  la schiena.

Lui, che aveva sempre odiato fare il carpentiere!

 

Ma l’intera famiglia si era fissata con quell’idea balorda. Sua moglie e i ragazzi ne avevano parlato per tutto l’inverno, elaborando quella follia sera dopo sera. Secondo loro era un bellissimo progetto per l’estate, un’idea fantastica per le vacanze!

E le nuore, che di solito non perdevano un’occasione per contraddire la suocera, erano state entusiaste.

Naturalmente il suo parere contrario era stato subito messo in disparte.

Eppure a lui sarebbe toccato tutto il lavoro: quei buoni a nulla dei ragazzi non l’avevano certo aiutato, figurarsi.

 

Sempre dietro a quelle maledette bestie. Perdevano tutto il giorno accudendo le loro coppie di animali, le più stravaganti e inutili del creato. E naturalmente, avevano intensione di portarsele dietro per tutto il viaggio.

 

Si asciugò il volto dalle gocce di pioggia. Sarebbe stato più facile costruire la barca per le vacanze con il bel tempo. Ma da una settimana non faceva che diluviare, e non accennava a smettere.

 

Noé sputò di nuovo per terra. Sarebbe stata veramente un estate da dimenticare!

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