Il tempo non ha ombra
Fantasy , Racconti / September 26, 2012

I 12 gennaio 2009 Andy Glover si svegliò sbadigliando pigramente poco dopo le sette. Come al solito. Il sapore dell’alcool gl’impastava ancora la bocca in maniera fastidiosa, ma era il prezzo da pagare dopo una serata di bagordi. Continuava a stropicciare con le gambe il lenzuolo sotto il piumone, pur sapendo che non avrebbe potuto crogiolarsi a lungo in quel caldo tepore. Scostò appena la tendina della finestra di fianco al letto e constatò come anche quella giornata sarebbe stata pessima. Erano mesi che il tempo non offriva altro che pioggia e vento. I pochi sprazzi di sole comparivano tiepidi solo nelle ore centrali della giornata, per poi lasciare il posto al solito clima invernale assai meno gradevole, noioso e deprimente. Quella mattina non sarebbe stata differente. Nonostante Andy si fosse alzato in orario, il suo fisiologico ritardo l’aveva costretto a una furibonda corsa contro il tempo. Le sue lezioni dovevano cominciare in perfetto orario come ogni giorno, il preside della Duncan University non avrebbe tollerato eccezioni neppure dopo una serata passata a sbronzarsi. Confuso dalla fretta e dal mal di testa post divertimento, Andy aveva dimenticato che i suoi alunni non sarebbero stati in aula per via di una…

La Gentilezza Degli Estranei
Fantasy , Racconti / September 19, 2012

Dedicato (con amore) a Pietro Bottioni Mercoledì mattina, Nonna Vanna venne svegliata di soprassalto dal spernacchiare meccanico e insistente del citofono. Quanto fosse necessario chiamare l’elettricista per levare quel suono tanto sgradevole quanto buffo fu il secondo pensiero che le passò per la mente ancora intorpidita dal sonno. Il primo pensiero consisteva nello sciame di mosche cromate che, in sogno, le ronzavano intorno minacciose e scintillanti, formando un blocco di luce spesso e accecante che si spostava fluttuando nel buio. Si girò faticosamente su un lato, accarezzò il lato del letto lasciato vacante dal suo amato Lorenzo e puntò gli occhi verso le stanghette e i puntini illuminati di rosso acceso della sveglia digitale che segnavano le dodici e trenta. Si alzò di scatto, come percorsa da una scarica elettrica, borbottò un paio di bestemmie infilandosi le pantofole rosa e uscì zoppicando dalla stanza. Non fece in tempo a superare la soglia che suonarono una seconda volta. Il suono del citofono le ricordò il ronzio di quelle mosche. – Ho ancora paura del buio, Lorenzo, – bisbigliò Nonna Vanna zoppicando verso il citofono, – ho ancora paura del buio e tu non ci sei. Sollevò la cornetta appena in tempo…

Follie Estive
Fantasy , Racconti / September 13, 2012

“Testardi! E arroganti, per di più.” Il vecchio posò la pialla e si sfregò le mani piene di dolorose vesciche. Alzò lo sguardo verso i suoi tre figli che ultimavano i preparativi per la partenza. Erano tutti eccitati come ragazzini, correvano qua e là scherzando con le mogli, mentre caricavano le provviste. Sputò con rabbia su un mucchio di segatura, e riprese il lavoro. Per fortuna era una delle ultime assi.   “Sono impazziti tutti quest’anno, per l’Altissimo!” Si pentì subito dell’imprecazione, ma era stato più forte di lui. Per costruire quella mostruosità, dapprima gli avevano tagliare metà del frutteto, poi gli era toccato di  lavorare come un somaro per tutta la primavera, rovinandosi le mani e  la schiena. Lui, che aveva sempre odiato fare il carpentiere!   Ma l’intera famiglia si era fissata con quell’idea balorda. Sua moglie e i ragazzi ne avevano parlato per tutto l’inverno, elaborando quella follia sera dopo sera. Secondo loro era un bellissimo progetto per l’estate, un’idea fantastica per le vacanze! E le nuore, che di solito non perdevano un’occasione per contraddire la suocera, erano state entusiaste. Naturalmente il suo parere contrario era stato subito messo in disparte. Eppure a lui sarebbe toccato tutto…

Salute automatica
Fantascienza , Racconti / September 13, 2012

Il giorno in cui ebbe l’attacco cardiaco, Roberto conduceva una vita che poteva definirsi un completo fallimento. Quindi la sensazione di star per morire gli sembrò incredibilmente liberatoria. Abbozzò persino un sorriso mentre si accasciava sulla propria detestata scrivania. Non si rese conto che tutto questo non sarebbe dovuto accadere.   Ci pensò invece il medico che lo aveva visitato. La crisi cardiaca sembrava rientrata, e Roberto non era in pericolo di vita. Aveva acceso il suo terminale e stava sfogliando la scheda sanitaria; il computer lo informò che il paziente faceva parte del programma sperimentale. Il medico imprecò, spense il terminale e lasciò in fretta la stanza.   “Ma come diavolo è successo?” Come previsto, il direttore dell’ospedale non aveva preso bene la notizia. Era una notizia pessima, capace di buttare alle ortiche anni di faticose ricerche, e di mandare in fumo un paio di miliardi; un infarto in un paziente del “Progetto Salute Automatica” era estremamente grave. E non sarebbe mai dovuto accadere.   Il medico che seguiva Roberto rispose cautamente: “Non so proprio cosa dire. Ho controllato tutti i dati del paziente. E’ stato inserito nel programma cinque mesi fa, e i risultati fin qui sono stati…

Ninna-bot
Fantascienza , Racconti / September 13, 2012

Ted fece qualche passo sul suolo coperto di cenere, attento ad evitare i detriti nascosti. Avanzò cautamente verso l’ingresso di un edificio ancora in piedi, l’unico che avevano individuato in mezzo alle rovine. “Ted, mi ricevi?” “Ciao Mario. Dove sei sceso?” “Duecento metri a nord del punto di ritrovo.” “Sei sulla mia sinistra. Accendi il segnalatore”. “Ok.”   Ted si voltò, e strizzò gli occhi. Un bagliore violaceo era visibile nella penombra, oltre la cortina di polvere radioattiva. “Ti vedo” disse con sollievo. Pochi minuti dopo erano vicini. Si salutarono con un breve contatto delle mani attraverso le tute antiradiazioni. L’edificio era quasi completamente crollato, sbriciolato e soffiato via dall’onda d’urto delle esplosioni, ma un’ala era rimasta in piedi fin quasi a tutto il secondo piano. Forse era stata protetta da qualche edificio più alto. L’ingresso era ancora integro. Vi si diressero, con Mario che si dava da fare con lo scanner portatile. Ted superò con qualche difficoltà una scala in rovina, e trovò un varco fra i battenti fracassati del portone. Si trovò in un ampio atrio. Sullo sfondo, il fascio della torcia illuminava l’inizio di uno scalone, dalla balaustra in ferro battuto semifusa. Le pareti erano di marmo…