Il predatore II: l’armadio e il taccuino.
Fantasy / April 3, 2012

Mentre mi infilavo sotto le coperte nella vana speranza che quella cosa che avevo beccato nell’ufficio del nonno non venisse a prendermi, il mio cervello già lavorava per analizzare razionalmente quanto visto. Io non avevo mai creduto nei fantasmi, erano gli esseri che la mamma tirava in ballo quando ero bambina per non farmi scendere in cantina, ma io avevo sempre fatto finta di spaventarmi. Già alle elementari ricordo di averle detto: «Mamma, semplicemente non puoi proibirmi di andare in un posto piuttosto che scomodare esseri che vivono nel mondo delle fiabe?», lasciandola perplessa con lo sbattitore a mezz’aria e il bianco dell’uovo montato che colava sul pavimento. No, solo per questo non potevo credere che quello che aveva visto era uno spirito. Mi rigirai nel letto, pensai che se almeno fossi stata ubriaca avrei potuto incolpare il vino, invece ero sobria e decisamente spaventata, con il cuore in gola che non mi permetteva di respirare e il cervello che lavorava furiosamente. Alla fine mi imposi di dormire, avrei riflettuto il giorno successivo su quanto accaduto. Dormire non fu una cosa semplice e appena sentii il gallo della vicina della nonna salutare il sole, mi ritrovai seduta sul letto, con…