Il predatore I. Un ritorno inaspettato.
Racconti / March 5, 2012

 Fango e terra. Le case da queste parti sono fatte con questi materiali, che vengono impastati, con acqua e sudore, lavorati e squadrati grazie a delle forme di legno. Una volta che il sole ha seccato questi mattoni, essi vengono utilizzati per costruire muri. Per un po’ reggono, ma poi la povertà del materiale ritorna, sgretolando il parallelepipedo di fango e sudore e, magari, facendoci crescere dentro qualche pianticella. I muri costruiti con questo materiale sono marroncini, danno alle strade una strana colorazione polverosa, ti sembra perennemente di vivere in uno di quei villaggi che venivano scelti da Sergio Leone come setting dei suoi film. Quando fa caldo poi questa sensazione aumenta, specialmente intorno a mezzogiorno, quando il sole ti apre la testa in due come un pomodoro maturo. Lì la vedi la polverella gialla che viene trasportata dal vento caldo per le strade e, se presti l’attenzione necessaria, vedi i mattoncini che si polverizzano. La decadenza è davanti a tutti, ma nessuno può farci niente, poiché sono considerate case costruite secondo usanze tradizionali e non possono essere distrutte o ristrutturate. Mi è capitato spesso, durante le ore del riposino pomeridiano, di immaginare di essere un granello di polvere di…